VENEZIA - PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" .Allestimento PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Novembre 2019 20:44

 

Il Movimento Arte del XXI Secolo ha dato vita nell’ottobre 2019 alla sua seconda mostra, Arte Contemporanea in Laguna, nelle sale del veneziano Palazzo Zenobio, sempre comprese nel quadro della 58. Biennale d’Arte.

Licinia Visconti, Art Director del Movimento, ha provveduto a filmare l’allestimento che proponiamo alla vostra attenzione. Avrete modo di vedere la sequenza delle sette sale nel loro insieme e successivamente di soffermare la vostra attenzione sulle singole opere che momentaneamente abbelliscono pareti onuste di storia.

Il video propone le opere di due artisti che hanno partecipato con altrettante personali che per ragioni stilistiche si pongono in contrasto fra di loro: si tratta del romano Giancarlo Delmastro e del calabrese Orfeo Reda. Il primo è il protagonista di uno straordinario empito cromatico che tende ad esaltare un contenuto forgiato sulle fonti stesse dell’universo, ovvero le energie creative che sottendono alla possente architettura del cosmo. C’è in questa appassionata ricerca dell’elemento primo una sorta di Urgeschichte individuata dalle equazioni di Albert Einstein e qui riproposta con strenua e commossa volontà rappresentativa nella quale il colore risulta al contempo mezzo e fine dei concetti formulati. Il Maestro della Magna Grecia, Reda appunto, impiega il colore in termini di medietas figurativa perché altri sono gli interessi che informano il suo lavoro, teso a proporre una precisa serie di snodi nei quali si articolano l’amore per la sua terra, l’acutezza dell’osservatore di uomini e cose, la sensibilità sociale e la pietas personale verso i drammi individuali, tratteggiati nelle sue situation-forms, i bozzetti che si possono definire narrativi in quanto illustrano vicende colte nell’attimo ma proiettate nel divenire.

Oltre alle due personali, la mostra comprendeva una collettiva di sette raffinati artisti che hanno posto in luce la personalità di Stefania Basso, autrice di tre disegni diversi per realizzazione ed intenti, ma unite dall’eleganza di una mano capace delle più ardue imprese tecniche; di Valeria Bucefari, autrice di straordinarie fantasie che tra situazioni da circo, rievocazioni di giullari medievali e ambientazioni stravaganti indaga tela per tela la situazione umana, i suoi limiti e le sue contraddizioni spesso celate in un ricco mondo di simboli e di allusioni che confluiscono in un tessuto di lettura complesso e seducente; di Angelo Conte, artista di ammirevole intensità espressiva impiegata in opere caratterizzate da un gran numero di simboli, di intuizioni e di polemica dialettica; di Bruno Gabrieli, scultore cui riesce di ridurre il legno alle proprie volontà d’arte rispettando l’intima natura del noce cui è ricorso per realizzare le tre sculture che illustrano la manifestazione veneziana; di Fabrizio Gemma, ritrattista che parrebbe di scuola caravaggesca per il suo far emergere i volti ritratti dall’oscurità dei fondali e sfruttare il contrasto coloristico per indagare la psicologia dei personaggi raffigurati; di Guglielmo Meltzeid, pittore dalle numerose suggestioni, che vanno dalla tenerezza per l’infanzia alle aggraziate presentazioni dei volti di proustiane ″fanciulle in fiore″, dalla realizzazione di vasti orizzonti paesaggistici sino all’iperrealistico amore verso i motori, talora colti con le piccole ironie che si possono ammirare in due delle tre tele presenti in mostra; di Henrik Saar, un pittore danese, autore di una tecnica straordinariamente incisiva posta al servizio di un lavoro molto riflessivo, che indaga sine ira ac studio una serie di realtà psicologiche attuali, come ad esempio la maternità differita agli anni in cui non solo si può garantire maggior sicurezza ai figli, ma soprattutto dopo aver potuto godere appieno della propria giovinezza senza gli oneri che comportano la loro cura.

Nostri ospiti sono stati tre artisti siciliani: Francesco Anastasi, Luigi e Patrizia Prado. Il primo è autore di una tela di eccezionali dimensioni con un’altezza di tre metri e una larghezza di dieci; uno spazio che ha consentito all’autore non di rappresentare la Vucciria, lo storico mercato di Palermo, ma di narrarne la storia in una serie di sapidi episodi che recavano l’impronta, in sede laica, delle medievali Storie di santi. Uno stile impostato su colori netti e su un’impronta naïve rende particolarmente godibile l’impresa di Anastasi. Luigi Prado si è mosso su un sentiero tradizionale mentre sua figlia Patrizia ha esposto due vivaci lavori di carattere espressionista.

Aldo Maria Pero

Arte Contemporanea in Laguna

Palazzo Zenobio

Sestiere Dorsoduro 2596

Venezia

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2019 22:13
 

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