I Creatori del fumetto a INCHIOSTRO D'AUTORE PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Ottobre 2013 22:19

 

Domenica 13 ottobre si è conclusa nella fortezza del Priamar di Savona un'importante rassegna, "Inchiostro d'Autore",  dedicata ai fumetti e ai loro disegnatori, presenti in larga schiera.

Quella del fumetto è una forma d'arte molto interessante che unisce i moduli della Pop Art al gusto della narrazione, tanto è vero che spesso i disegnatori non si limitano a dare evidenza grafica a sceneggiature altrui, ma inventano le storie che illustrano.

Licinia Visconti ha realizzato un ampio servizio fotografico per Arte del XXI Secolo, che ha ritenuto opportuno approntare un reportage sull'avvenimento presentando numerose foto degli artisti all'opera.

Se mi si chiede a che titolo scrivo queste righe devo confessare di non averne. Infatti le mie conoscenze del settore si limitano a vaste letture giovanili di due eroi del fumetto, uno negativo, Sam Boyle detto "Kinowa"; e uno positivo, Tex Willer. Posso aggiungere qualche Topolino, un po' di Paperini e alcune avventure di Diabolik. Al mio attivo non posso neppure vantare la consultazione di saggi sul fumetto. Eppure credo valga la pena di fare alcune considerazioni su un fenomeno di vasta portata e ricco di interessanti implicazioni psicologiche e sociali.

Sam Boyle, che ho definito eroe negativo con un ossimoro di carattere metaforico in quanto per definizione gli eroi sono personaggi degni di ammirazione, mi attraeva per l'ossessione che dominava la sua vita. Scampato ancòra ragazzino al massacro che gli indiani avevano compiuto della carovana in cui egli viaggiava con i genitori diretti verso l'ovest alla ricerca di fortuna, aveva giurato di vendicarli e si era trasformato in un freddo e spietato uccisore di pellerossa insieme ad un compagno, a ripensarci abbastanza ridicolo, come Long Rifle. Incuteva nelle sue vittime una sorta di sacro terrore con la diabolica  maschera dalle piccole corna con la quale celava il volto e l'ansia di uccidere. Non era quel che si potrebbe definire una lettura edificante, ma affascinavano gli scenari in cui si svolgeva l'azione, spesso un mondo paludoso e brumoso. Inoltre quelli erano anni in cui non era ancòra emersa l'attuale sensibilità verso i "diversi" e mancava il senso di una cultura interraziale.

L'evolversi delle avventure di Tex Willer sono invece esemplari come testimonianza di tale evoluzione del costume. Anche gli indiani delle sue prime storie sono cattivi, crudeli ed infingardi. Poi i toni mutano progressivamente sino ad ammettere addirittura qualche elemento di superiorità nei costumi e nella mentalità degli aborigeni americani nei confronti dell'orgoglioso senso di superiorità degli occidentali. Spesso Tex interviene a proteggere gli indiani, con i quali ha legami di sangue avendo sposato la figlia di un capo navajo che gli aveva salvato la vita scegliendolo come sposo. E dalla bella e sfortunata Lilith aveva avuto un figlio destinato a diventare compagno di mille avventure insieme al fido Tiger Jack e ad un Kit Carson, micidiale tiratore, ma costretto a rappresentare il personaggio ridicolo del quartetto. Ranger del Texas ed Agente della riserva Navajo, Tex rischia più volte di compromettere il suo incarico per il desiderio di aiutare dei nativi, talora intere tribù, vittime dei pregiudizi di militari spocchiosi alla ricerca di una facile gloria provocando l'ennesima guerra indiana. Dall'ammissione di un pluralismo culturale capace di porre sullo stesso piano bianchi e "selvaggi" si passa al sociale con una reiterata polemica  verso le autorità militari, vittime di complessi psicologici che rendono molti ufficiali ottusi e crudeli, e più ancòra nei confronti dei "politicanti" di Washington, gente criticabile, intrallazzatrice ed avida.

Dalla lettura di Tex e di quasi tutte le vicende degli eroi di carta emerge un fattore consolante, che i "cattivi", i colpevoli, pagano per le loro colpe, come spesso non accade nella realtà. Leggere un fumetto costituisce inoltre una sorta di transfert: ci si immedesima nelle imprese dei protagonisti e si possono sognare donne meravigliose, uomini formidabili ed imprese straordinarie al di là delle nostre capacità. In termini molto più modesti è quanto avviene, secondo Ludwig Feuerbach, agli uomini nei confronti di Dio, che costituisce solo la proiezione metafisica della nostra fragilità: siamo deboli e mortali e ci consoliamo con l'illusione di essere figli di una realtà eterna, onnipotente ed onnisciente.

Concludo tributando omaggio alla bravura, alla modestia e alla generosità di artisti che hanno trascorso intere giornate a disegnare e a regalare i loro lavori a chiunque li chiedesse. Meritano di essere ricordati nome per nome nell'ordine della sequenza fotografica:

Claudio Castellini, Lucio Parrillo, Massimiliano Frezzato, Paolo Mottura, Sergio Sarri “SeSar”, Alessia Martusciello,  Alessandro Sidoti – Rossana Berretta, Fabrizio Longo – Alessandro Parodi, Alessandro Viale, Davide Ratti, Andrea “Oscar” Carenzi, Luca Galvani, Maximiliano Billia, Riccardo Guasco, Valentina Biletta, Alex Raso, Stefano Tirasso, Simone Alfarone.

[Aldo Maria Pero, Ottobre 2013]

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Dicembre 2013 18:56
 

Problemi di visualizzazione su Smartphone e Tablet

Per visualizzare correttamente il sito da Smartphone e Tablet è sufficiente installare l'app gratuita Puffin Web Browser Free. Clicca qui

Puoi trovarla anche su Play Store se utilizzi Android o su Apple Store se utilizzi iOS

Facebook
Siamo su Youtube
Concorsi Online
Siamo su Vimeo
Inserzioni Online