Gli Animali nostri compagni di vita PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Dicembre 2012 23:43



 

Si è felicemente conclusa la mostra dedicata agli animali domestici. Nostro intento era quello di tributare un omaggio alle bestiole che sempre più numerose affollano le nostre case sino ad assumere una posizione di pari diritto con i componenti umani delle famiglie.

Il risultato voluto è stato realizzato, ma devo ammettere con una presenza di partecipanti inferiore alle previsioni. Se è vero che non desideriamo sovraffollare le pareti di troppi quadri in modo da tributare a tutti quelli esposti il dovuto spazio affinché emergano nella loro individualità, è altrettanto vero che cinque partecipanti sono stati pochi. Questa défaillance quantitativa è stata largamente compensata dalla qualità dei lavori esposti confermando la validità del vecchio adagio secondo il quale sono meglio i pochi ma belli rispetto ai molti di poco valore.

Ricordo un quadro molto tenero di Silvia Carta, che si è presentata con un autentico tranche de vie, un ragazzo abbracciato al suo cane, raccolti in un'immagine che evidenziava una sorta di solidarietà fra poveri, uniti dall'affetto e dalla condivisione di un momento desolato della loro esistenza. Si tratta di una tela nella quale la delicatezza d'animo dell'artista ha profuso la propria solidarietà verso gli sfortunati protagonisti del bozzetto sul quale si è soffermata.

Elena Frontero ha portato in mostra cinque incisioni nelle quali prevaleva una propensione di sorridente ironia come nel ritratto delle Civettine, fondato sul voluto equivoco fra una civetta vera posata sul ramo di un albero, e due ragazzine che fanno boccacce in primo piano. Affettuoso invece il viluppo fra mamma gatta e il suo gattino in Coccole a quattro zampe, mentre vagamente inquietanti risultano gli occhi di una civetta emergenti dal buio (Occhi nel buio). Novella erede di una lunga storia che prende avvio dall'Odissea di Omero, la raffigurazione di un mite cagnone di nome Argo. Molto interessante era anche Il triangolo delle civette, un'incisione per attenti osservatori con le sue civette, una delle quali posata in evidenza su un ramo e le altre da scoprire nel tessuto del lavoro, condotto con indubbia maestria.

Di grande qualità i tre quadri proposti da Ester De Chiara, due teste di cavallo nel delineare le quali l'artista ha rivelato il suo amore per questo antico amico dell'uomo e una straordinaria Gallina padovana, un quadro che ha attratto molti sguardi per lo straordinario realismo di una tecnica d'eccezione e per l'aspetto battagliero della gallina a proposito della quale siamo stati più volte costretti a giurare sulla sua identità poiché molti la scambiavano per un gallo da combattimento.

Un altro quadro che ha affascinato tutti i visitatori è stato il cagnolino dipinto da Maurizio Roasio, che abbiamo presentato con un cartellino sul quale, oltre al nome dell'autore, era scritto: Ti piaccio? Didascalia indovinatissima poiché ha conquistato i visitatori, tanto che non solo è piaciuto ma si è scatenata la gara per dargli un nome. Ora si chiama Ernestino. Il ritratto, se così si può definire, è insieme un atto d'affetto dell'autore e un autentico pezzo di bravura, capace di delineare un delizioso esemplare di nobile razza canina, dallo sguardo vivacissimo e birichino.

Chiudeva la rassegna un gattino catalano (Miau!) dipinto da Pilar Segura Badia, una pittrice di Barcellona che ha saputo mirabilmente cogliere il tipico sguardo perplesso e stranito dei gatti in un’opera di preziosa fattura.

[Licinia Visconti, Curatrice]

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Dicembre 2012 01:04
 

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