Il mercato dell'arte ed i suoi inganni PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Dicembre 2011 22:48

Cattelan - Cavallo appeso a New York

 

Riceviamo dal nostro Direttore Artistico Attilio Lauricella alcune brevi riflessioni sul mercato dell’arte che pubblichiamo volentieri in attesa di avere da lui un articolo più esauriente. Firma con lui l’articolo Nikolinka Nikolova, una nostra valorosa associata ed ex-allieva del grande Maestro torinese.

 

 

Il  mercato dell’arte rappresenta per i più una matassa inestricabile, un caos senza via d’uscita.

Per prima cosa è comunque importante capire chi sono gli artisti. Ve ne sono di varie tipologie: i pittori per diletto, i professionisti che si dedicano ad un linguaggio innovativo e quelli che sono dediti ad una pittura più artigianale, di maniera, ed i concettuali che caricano di eccessivi significati lavori poveri sul piano esecutivo Il mercato può essere locale, regionale, nazionale o internazionale.

Ogni  artista assume valore in rapporto alla propria capacità di penetrare un mercato sempre più ampio, ma ciò non toglie che molti artisti con quotazioni  elevate a livello locale o regionale non abbiano eco e riscontri sul piano nazionale. Dipinti e sculture dovrebbero valere per i valori intrinseci ma molto spesso non è così. Inspiegabilmente, lavori privi di valori linguistici adeguati godono di considerazione a livello di quotazione sul mercato.

Il prezzo di ogni opera dovrebbe essere quantificato in base al costo dei materiali impiegati, al costo della propria sede lavorativa, della pubblicità e di vari  investimenti necessari a far conoscere la propria produzione ma principalmente dovrebbero essere tenuti in considerazione lo studio, l’affinamento del proprio linguaggio, della propria sensibilità tecnica ed intellettuale nel cogliere le istanze creative interiori in rapporto ai movimenti culturali nazionali ed internazionali.

In realtà il mondo dell’arte non è privo di incognite e di misteri per  cui a confondere le acque ci si mettono i non prodotti artistici che vengono presentati in luoghi molto accreditati,da critici famosi e da galleristi che facendo rete,creano una lobby dalla quale anche la politica non sfugge,generando in questo modo un polpettone di cointeressi teso ad accreditare opere che non significano niente ma che vengono sostenute a spada tratta dai vari burattinai di turno.

Il pubblico, sconcertato, non riesce a comprendere come avvengano alcune manovre anche in àmbito museale e può essere indotto a pensare che all’ufficialità corrisponda anche il valore di opere che in effetti  vivono grazie ad una serrata operazione di marketing che cerca di alimentare una specie di multilevel dietro al quale non c’è nulla se non una bolla economica fatta di opere spazzatura che sottraggono disponibilità finanziaria a danno degli artisti di valore, che usurpano spazi espositivi e inquinano  il mercato generando confusione.

Tutto questo per dire che nel dubbio è preferibile affidarsi al proprio gusto personale e al proprio buon senso piuttosto che arrendersi alle lusinghe di discorsi fumosi ed ingannevoli.

 

Attilio Lauricella

Nikolinka Nikolova

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Dicembre 2011 22:52
 

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