Ivan Cuvato in arte Van Cuv PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Ottobre 2011 18:50

Il giovane Ivan Cuvato, artista e sagace creatore di aforismi, presenta il suo volume Esperienza di flusso con un cortometraggio che ne illustra lo spirito.
La sede della manifestazione è la prestigiosa torre del Brandale.
L’inaugurazione, che prevede anche l’esposizione di una serie di opere dell’artista, avverrà sabato 22 ottobre alle ore 20.00.
Le opere resteranno a disposizione dei visitatori anche il giorno successivo, dalle ore 16.00 alle 20.00.
Quel che pensa Ivan della sua arte sta forse in questo aforisma che anticipiamo:

Depressione.
Non capisco perché
da allegro
divento ansioso e
all’improvviso depresso
ma sicuramente so
che se non avessi
tutto questo
starei veramente
male


 

Affrontare l'analisi della personalità di un giovane artista comporta non lievi difficoltà ed un problema di metodo che si propone con drastica alternativa: puntualizzare il passato o prefigurare il futuro sulla base degli elementi disponibili. Tenterò una mediazione fra questi estremi. L'artista è Ivan Cuvato.

Si tratta di un trentacinquenne e quindi di un artista giovane ma non giovanissimo, che è però giunto solo da poco tempo ad una prima maturità dopo molti anni impegnati più nella interpretazione di una vita d'artista che nel concreto tentativo di fare l'artista. Anni perduti sotto certi aspetti, ma anche epoca di maturazione, di lenta elaborazione di idee, di soggetti, di definizioni esistenziali, di ricerca tematica, di eliminazioni e di acquisizioni. Un processo non ancòra terminato, a giudicare dalla contemporanea presenza di opere assai diverse per ispirazione e per tecniche di realizzazione.

Credo di essere nel vero quando penso che è proprio questo il momento in cui Ivan si accinge a spiccare il volo verso una fase decisiva della sua carriera, quella in cui guarderà come cose remote alcune delle opere che ancòra attirano la sua attenzione. Mi riferisco all'irrisolto connubio fra una sprezzatura segnica riconducibile agli anni della Pop-Art, al Greenwich Village di New York, e il predominante fattore materico delle creazioni recenti; fra il gusto del bel disegno e la sua "punizione" attraverso l'utilizzo di materiali poveri, di supporti di recupero e di una progressiva rarefazione del segno condotta soprattutto attraverso una sempre più evidente "avarizia" di colori, che sono ormai diventati accessori e non protagonisti di quanto va realizzando.

Ivan è ormai un artista concettuale e l'interesse per il suo lavoro nasce dalla pluralità dei mezzi oggi impiegati. Non è più un pittore in senso stretto, non è un collagiste per quanto ami assemblare oggetti, scritte, particolari polimaterici sullo spazio realizzativo, che si potrebbe forse chiamare "ring" se si tiene conto della violenza di certe soluzioni. Non esiste più il quadro, ma una certa dimensione nella quale si scontrano lo sforzo per conferire concretezza alle idee e l'ottusità della materia che dovrebbe dare vita, contorno e misura allo sforzo inventivo. L'idea dell'arte per l'arte, dell'arte come bellezza, ha ceduto campo all'arte come testimonianza, come volontà di pronunciarsi, d'impegnarsi nel contesto sociale. Ivan lo fa con ironia e sarcasmo, senza collere ma anche senza sorrisi. In fondo non giudica, ma si limita a dire a chi lo voglia intendere: «Io sono così, non mi drogo perché so dove porti la falsa euforia e la mancanza di coscienza attiva; non bevo perché voglio restare lucido di fronte alla realtà; detesto la pedofilia e la denuncio; conosco tutte le miserie del mondo che sono anche le mie perché ci vivo accanto; ma vi esorto a considerarle con distacco, a non provarle per evitare di essere coinvolti».

Nel procedere su questa strada, Ivan è l'autore di opere singolari e diverse l'una dall'altra, prive di qualsiasi apparentamento di serialità produttiva, non per imposizione preordinata, ma spontaneamente realizzando una dopo l'altra, ognuna per sé, opere che rispondono ad impulsi, sogni, miti e reazioni diverse.

Pensiero, fantasia, abilità manuale, doti tecniche di grande qualità costituiscono il presupposto del grande artista, quel grande artista che Ivan si accinge a diventare. Con tutti i miei auguri.

[Aldo Maria Pero, Settembre 2011]

 
 

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