Le poesie di Olga Dolfi PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Giugno 2011 15:04

 

cielo

 

Fra gli ultimi aderenti al Movimento, Olga Dolfi è stata una piacevole doppia scoperta perché non si tratta solo di una pittrice interessante ma anche di una delicata poetessa della quale desidero condividere con i lettori alcuni momenti di particolare coinvolgimento emotivo. In un primo momento ho pensato di scrivere alcune righe di commento, poi ho però deciso che era giusto riprodurre la bella Prefazione scritta da Fulvio Castellani.
La silloge poetica cui mi riferisco s'intitola Eclissi e da qui è tratta l'antologia che segue.


«Il fiato corto del pianeta Terra alimenta nell'uomo d'oggi tardive reazioni di paura. Paura di essere fin troppo vulnerabile. Paura di aver già giocato tutti i jolly della sua esistenza. Paura di aver perso l'appuntamento con l'eternità e con l'infinito.
Olga Dolfi partecipa ad una tale, amara, constatazione usando il verso talora come una scure oppure mordendo per la rabbia quell'io che dentro si agita per evitare che il mondo, il suo mondo, non corresse ineluttabilmente "incontro alla fine".
Esiste un'amarezza di fondo nel suo sondare sentimenti, ricordi, canti lontani, stelle che cadono, visioni che sollecitano un turbinio d'ombre alternanti.
Ancora/non abbiamo imparato/a piangere/né a sentire pietà, dice con intensa partecipazione. Poi si chiede se il mondo/non sa più vivere/o se soltanto/io non so più ridere.
Di certo in Olga Dolfi si agitano non marginali tracciati epocali. In lei c'è la certezza, una certezza che rasenta la rassegnazione, di vivere sospesa a mezz'aria tra la presenza di un passato di per sé mitico ed un futuro di emarginazione e di povertà esistenziale.
È una poesia a mosaico, la sua; una poesia che oltretutto chiede ed offre risposte; una poesia non contingente o transitoria, bensì straordinariamente coinvolgente e motivata.
Olga Dolfi non si affida a simbolo o a sentenziose soluzioni. Ogni sua proiezione, dentro ed oltre il certo, ha il sapore, acre, di un sogno che va in frantumi, lentamente ma inesorabilmente.
Stupende immagini ci consegnano un io quanto mai solerte nel captare ogni sfumatura dell'ambiente e del cuore anche se sul tutto sovrasta il dilemma: continuare o fermarsi.
Non ci sono momenti di calo emotivo. Ogni movenza e cadenza lirica ha un suo ben catalogato ed unitario scopo: offrire lo spunto per meditare sul perché oggi tanto splendore/ha cancellato tutto/ciò ch'era vero e per offrire, perché no, un alito di speranza rubando quel profumo di libertà che ancora sale dalle radici/a inondarsi al sole.
[...] i versi di Olga Dolfi non dànno gioia ma una sofferenza interiore che talora ci spingerebbe alla disperazione se non fossimo ancora convinti, nonostante tutto, che c'è una luce che sale verso il cielo».

[Fulvio Castellani]

 



 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 25 Giugno 2011 15:47
 

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