Cristina Mantisi e la poesia PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Maggio 2011 07:02


Gabbiano

 

Cristina Mantisi non cessa di mostrare il suo legame con il Movimento cui continua a donare il frutto della propria attività in campi diversi. Ci ha appena inviato una serie di foto della bellissima cittadina medievale di Pigna che già chiede spazio per pubblicare quattro sue poesie molto intense. Volentieri le offriamo all'attenzione dei lettori, i quali sono pregati di esprimere i loro commenti e soprattutto di imitare Cristina inviandoci foto, componimenti poetici e brevi racconti. Ne garantiamo la pubblicazione.

 

I silenzi dell’aria

Nessuno muove i silenzi dell’aria
eppure qualcuno ha lasciato
un percorso di orme
che portano altrove
sulla sabbia in attesa dell’onda.
Nella rada la nave appare sospesa
in questa monocromia di luce,
nella leggera assenza di pallide visioni
dove il cielo e il mare
sono un’unica tavola bianca.
In evanescenti trasparenze
un fiore di agave si protende
con l’ultimo suo grido alla vita.
Aspettando nuove armonie di sole
dormono i gabbiani
col capo sotto l’ala
nell’immobilità del sonno
in attesa del vento.
E, in questo silenzio che smorza il respiro,
potrei cominciare il mio viaggio
camminando sul filo dell’acqua
fino a toccare l’orizzonte lontano.

                                      Cristina Mantisi

L’airone 

 Si posa sul greto l’airone
Ed è quasi una linea sottile
Allegoria di un canneto
E stordimento di ginestre
Poi si libra nell’aria
Risvegliando antiche memorie
Ed io resto a guardare
Le gocce lasciate cadere
Che danzano insieme
In una pozza d’acqua

 

                                  Cristina Mantisi

Quando le nuvole

Quando le nuvole
si apprestano oltre
le curve delle colline
a valicare nuovi orizzonti
di sogni lontani
il cielo si fa cangiante
di forme
montagne di zucchero
e strisce di vento
colori di perla
e azzurri invischiati di grigio.
E’ allora che volo
insieme ai gabbiani.

                      Cristina Mantisi

Sul Cammino

Partire è nascere di nuovo,
morire al tuo passato
ad ogni passo percorso sul cammino.
Sola, nel silenzio dei pensieri,
ad ascoltare il tocco del bastone sul selciato,
a dissetare la sete alle fontane,
fresca acqua, desiderio senza fine
di una sete che mai sembra placarsi.
L’ignoto mi attanaglia il cuore
nelle lunghe notti insonni di stanchezza
e la fede diventa una luce flebile e lontana
nell’intricato bosco delle mie paure,
si confonde sotto la pioggia fitta
che scende all’improvviso a infradiciare l’anima,
si brucia sotto il sole che infierisce sulla strada
e sempre più diventa peso nello zaino sulle spalle.
Sotto la Via Lattea seguo le stelle
e di giorno catturo ogni nuvola che passa
nascondendola nel sacco dei miei sogni.
Chi sono io che percorro i campi delle spighe
che ascolto il suono di campane sopra i colli?
Una vita mi è passata addosso
ed ora son foglia d’eucalipto, goccia d’acqua.
Pellegrino senza nome alla tomba sono giunta
sul Campo delle Stelle
dove il corpo si frantuma nell’eternità della polvere.
L’ultimo raggio di sole illumina il volto di Santiago
e dervisci danzano sul sagrato della Cattedrale
roteando come corolle bianche. Il vento che si leva
è l’alito di Dio che vola oltre la terra e scivola sul mare.

                                                                           Cristina Mantisi

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Maggio 2011 07:11
 

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