L'arte di Aurelio Canonici PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Marzo 2011 00:39

canoniciIl nostro direttore, la cui competenza musicale è ben nota, ha avuto un duplice incontro con il Maestro Aurelio Canonici, un giovane direttore d'orchestra genovese avviato ad una brillante carriera. Il primo incontro ha dato vita ad una lunga intervista video di cui presenteremo a breve le parti più interessanti. Il dialogo fra due professionisti della musica, un musicologo e un direttore d'orchestra, ha evitato le banalità delle interviste condotte da incompetenti e si è sùbito avviato su problemi di alto rilievo musicale concedendo quasi nulla alle note di colore personale.
Il secondo appuntamento, svoltosi il 26 febbraio nella Sala Rossa del Comune di Savona, è stato dedicato alla presentazione di un importante saggio del Maestro Canonici sui rapporti tra Wagner e il pensiero filosofico tedesco a lui contemporaneo con particolare riguardo alle tesi di Hegel e soprattutto di Schopenhauer, il primo pensatore, dopo Pitagora, ad assegnare un ruolo di primaria importanza ad un'arte impalpabile come la musica.
Il Professor Pero ha delineato un breve profilo del direttore mettendo soprattutto in luce il suo rapporto totalizzante con la musica, un atteggiamento che si estrinseca in un'intensa attività direttoriale condotta in Italia e all'estero, in una profonda meditazione sulla musica come fenomeno d'idee e di suoni, in una vasta produzione di brani sinfonici e strumentali, quelli che un tempo si sarebbero definiti "musica pura", in alcune colonne sonore e infine nella pratica di didatta presso il Conservatorio di Cagliari.
Il Professor Pero ha concluso il suo intervento mettendo a raffronto il nuovo direttore italiano con la gloriosa figura di Giuseppe Sinopoli, che fu non solo grandissimo musicista, ma anche filosofo ed archeologo.
Sùbito dopo ha preso la parola il Maestro Canonici che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sull'intima natura del comporre wagneriano, sostenuto da un vasto hinterland di pensiero e da una cultura che spaziava sull'intero passato della storia e della letteratura tedesca, un inesauribile serbatoio di leggende cui il grande compositore fece ricorso non solo per conferire dimensiona sonora all'immensa epopea dell'Anello  del Nibelungo, ma anche in altre opere come i soavi Maestri cantori di Norimberga. 
Ricorrendo al supporto di alcuni passaggi orchestrali accuratamente scelti, il Maestro è riuscito a rendere facilmente comprensibili ardui problemi di tecnica compositiva coinvolgendo il pubblico in una puntuale disamina dell'itinerario wagneriano dai modi della tradizione sinfonica tedesca alle novità dell'atonalismo sino alle soglie dell'esperienza dodecafonica di Arnold Schönberg.

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Aprile 2011 05:59
 

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