Giovanni Antonio Mocchi un nuovo associato Stampa
Mercoledì 16 Agosto 2017 17:21

Il Movimento Arte del XXI Secolo dà il benvenuto a Giovanni Antonio Mocchi, lieto di accogliere un fotografo dotato di un forte senso dell’arte, una propensione evidente tanto nei suoi lavori che nei suoi scritti teorici. Il primo merito della poetica di Mocchi consiste nell’aver riconquistato al cittadino la campagna con i suoi incontaminati silenzi, con le sue vastissime campiture, con una profondità di visione senza limiti, con la sua atmosfera e, immedesimandosi, persino i suoi profumi. Qui si vuole rendere il senso di un umanesimo integrale, senza i fattori coercitivi della città, dei riti urbani, del fragore, dei troppi colori che accompagnano il cammino sulle strade in contrasto con l’immacolata visione dei sentieri, dei campi, del silente lavoro umano. Proprio per sottolineare la presenza umana nei deserti campi, Mocchi lascia, al contrario di molti suoi colleghi che intervengono in post-produzione per eliminarle, le linee di pali della luce, che segnano le distanze ed esaltano la vastità dei suoi orizzonti. Quando è il caso sa cogliere anche il fascino di splendidi notturni che accendono una luminosa face tra le nubi che si addensano sulle fila degli ombrelloni chiusi di una spiaggia, oppure la meraviglia della gente di fronte all’albero, simbolo dell’Expo di Milano. Ma in lui rivive anche un tratto della sensibilità romantica, quello che aveva esaltato la solitaria contemplazione dell’immenso, come fa la donna seduta sola su una spiaggia per contemplare un mare reso in prospettiva infinita.

Aldo Maria Pero, Agosto 2017

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Agosto 2017 17:30