Sogni Dipinti la mostra itinerante Ivrea - Genova PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Giugno 2016 13:50

Sogni Dipinti Ivrea - Genova

Conclusa la prima parte della mostra nella Galleria Spazio Aperto 107 di Ivrea, gli artisti partecipanti trasferiscono i loro lavori presso il Cerchio Cromatico di Genova, in piazza Piccapietra 63/A.

Si tratta di nove pittori e di una scultrice, la genovese Sylvia Loew Luzzati, che decora la rassegna con il biancore del marmo di Carrara. Come in tutte le collettive realizzate con cura, le espressioni artistiche presenti, pur con le varietà di stile che derivano dalla diversa cultura degli artisti, trovano una loro gradevole armonia d’insieme.

 

Massimo Ascione gioca le sue carte dando vita a vaste rappresentazioni nelle quali domina un rigore geometrico che, con la creazione seriale di cellule iterate, determina ampi silenzi di meditazione in termini che da un lato ricordano con minor fantasia Paul Klee e dall’altro rievocano con maggior varietà cromatica gli spazi circoscritti di Piet Mondrian

Gino Ceoloni è pittore sobrio, discreto, amante del particolare asciutto, e proprio per questo incisivo. Riesce così a creare lavori nei quali il rigore compositivo apre orizzonti concettuali importanti come ad esempio nella bianca tela in cui da un sole alto sull’orizzonte si dipartono raggi che ricordano al tempo stesso lavori di Kazimir Malevic e le superstiti celebrazioni che l’eretico faraone di Amarna, Akhenaton, dedicò al dio sole.

Rosanna Cordaz è la poetessa della Genova degli scorci di breve ma intenso respiro, che vengono celebrati in una sorta di antologia personale a futura memoria. Visioni urbane che celebrano l’intimità di vita tipica di un passato scomparso e che qui trovano una mano che le cesella con un espressionismo che cede il passo alle dolcezze cromatiche proprie ai pittori del gruppo Nabis.

Daria Covolo si muove su un terreno che contempera esiti puramente concettuali ad altri che con rigore di linee e intensità di accenti si accostano ad espressioni che nel primo Novecento avevano trovato stimoli nella statuaria proposta dalla ″négritude″ che aveva trovato in Picasso il primo grande interprete. Ne è convincete esempio la maschera espressionisticamente delineata in ″Nightmare″.

Linda Franceschini è una giovane artista estremamente determinata a raggiungere i risultati che si propone. Dotata del passaporto artistico fornitole dagli studi specifici compiuti, sta vivendo la fase di trapasso dall’accademismo scolastico al conseguimento di una personale cifra stilistica con l’intelligenza e la modestia di non considerare gli insegnamenti scolastici tempo perso e allo stesso tempo con la consapevolezza di dover intraprendere un cammino ben più arduo.

Laura Lepore presenta due volti, ambedue del pari interessanti. Da un lato, quasi fosse afflitta da una tipica malattia professionale, l’horror vacui, con ammirevole sicurezza copre la tela di figure ricche di particolari, scandagliate con minuzia, come ne ″Il cappellaio matto″, che riporta a certi artisti della Secessione viennese, e dall’altro, si veda ″Riflessione″, con un intimismo di sobri accenti e vagamente surreale

Sylvia Loew Luzzati ha il grande merito di aver compreso a fondo, forse dopo aver letto la pagina in cui Michelangelo aveva delineato le differenze esistenti fra pittura e scultura, come una tela è un punto di partenza succube e disponibile a qualsiasi desiderio dell’artista, mentre il marmo è un compagno di lavoro difficile, da rispettare nelle sue linee morfologiche, capaci di assecondare lo scalpello o di infrangersi.

Lucia Morandini può essere considerata l’interprete delle infinite possibilità che la linea ed il colore offrono all’artista dotato di fantasia e buona tecnica. Le gioiose figurazioni che va delineando nelle sue chiuse stanza sono dotate di uno straordinario vitalismo dialettico che per certi versi le apparenta a creazioni futuriste, rivisitate con la sorridente ironia di una creazione dada.

Umberto Pettene è impegnato in una ricerca che tende ad arricchire le tele di elementi aggiuntivi in modo da ampliarne gli spazi. In questo senso si può considerare la creazione di ″Mongolfiere″, un lavoro costruita con l’applicazione sulla tela, che ha un limite estremo di lettura nel lungo muro di sfondo ″à la mode de Sironi″, di una serie di piccole e rutilanti mongolfiere che paiono un’esercitazione di paracadutisti, magari ricordando Magritte.

Gianmario Quagliotto, ovvero l’aedo della danza, che coglie sia nel suo dinamismo che in momenti di stasi, come avviene ad esempio nell’ovale intitolato ″Momento di danza″ nel quale una gentile figura di ballerina è inchinata nell’atto di allacciare una scarpetta. Si tratta di un particolare pieno di spirito dinamico per l’agilità con la quale la fanciulla compie il suo gesto. Altrettanto affascinante il particolare della gamba slanciato nel ritmo della musica e colto nel blu di ″Tango vals″.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Giugno 2016 15:16
 

Problemi di visualizzazione su Smartphone e Tablet

Per visualizzare correttamente il sito da Smartphone e Tablet è sufficiente installare l'app gratuita Puffin Web Browser Free. Clicca qui

Puoi trovarla anche su Play Store se utilizzi Android o su Apple Store se utilizzi iOS

Facebook
Siamo su Youtube
Concorsi Online
Siamo su Vimeo
Inserzioni Online