Giuseppe Persia un nuovo associato PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Giugno 2016 15:03

Il Movimento Arte del XXI Secolo dà il benvenuto al fotografo veneto Giuseppe Persia, un artista del bianco/nero e soprattutto l’interprete della fotografia da un lato come elemento documentario, così come avviene negli scatti relativi al terremoto del Friuli del 1976, e dall’altro quale fattore narrativo (si vedano al proposito le foto dei ″Mitici Anni 70″) ed ideologico come si può apprezzare nella serie ″Nus-Nous″. Allievo, se così si può dire, di Gianni Borghesan, un uomo sobrio, elegante e discreto che apprezzò il ragazzo ventenne e lo avviò alla difficile arte della fotografia come esercizio non casuale e vincolato ad una rigida disciplina tecnica fatta di tratti essenziali, di misura e di espressività. Tali caratteristiche sono soprattutto rilevabili nella serie ″Nus-Nous″, le cui immagini, secondo quanto afferma Persia, «sono molto suggestive, alcune sembrano nudi, altre un intreccio di corpi, qualcuna spudoratamente scandalosa» per lanciare «un messaggio che non riguarda solo le immagini ma anche le situazioni» perché, e qui sta il suo credo artistico, «tutto quello che vedi, anzi, che credi di vedere, può non essere la realtà». E infatti si tratta di peperoni che, colti dall’obiettivo con virtuosistici effetti tecnici, sembrano affascinanti nudi femminili.

Testimoni di un passato scomparso per sempre, e per ciò stesso importanti testimonianze storiche, sono le foto dedicate al Castello di Ragogna, distrutto dal terremoto. In esse talora l’oggettività del fotografo cede alla malinconia di quanto è stato ed or non è più, e giunge alla poesia, come ad esempio nell’immagine del cimitero, che ricorda analoghe visioni dipinte dal pittore romantico tedesco Caspar Friedrich. Un valore analogo possiedono le foto di luoghi e situazioni di un’Italia altrettanto scomparsa, come quella dei ″Mitici Anni 70″, che mostrano viva partecipazione alla miseria, alle vite perdute, all’umiltà di gente povera ma dotata di grande coraggio esistenziale.

Infine abbiamo un’ultima prova di magistero tecnico, da fotografo d’arte: le immagini dedicate alle sculture di Giulio Bornacin, immagini che completano il profilo di uomo e di artista che apprezziamo in Giuseppe Persia.

Benvenuto, Giuseppe!

Aldo Maria Pero, Giugno 2016

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Giugno 2016 15:08
 

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