GIOIA E MALINCONIA una Collettiva nella Galleria d'Arte Moderna di Thiene in provincia di Vicenza PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Maggio 2016 13:34

Mostra a Thiene 2016

Il 28 maggio prende inizio la collaborazione fra il Movimento Arte del XXI Secolo di Savona e la Galleria di Arte Moderna di Thiene. Diis faventibus, ci auguriamo che essa possa proseguire negli anni e favorisca lo scambio culturale fra pittori vicentini e i loro colleghi provenienti dal resto d’Italia. Infatti in questa occasione espongono artisti residenti da Roma a Thiene.

Desideriamo imitare una diffusa consuetudine americana di presentare un’artista dalla presenza numericamente rilevante, in questo caso la ferrarese Patrizia Testoni, circondata da tre artisti locali (Milvia Bortoluzzi, Giuseppe Dente e Paola Soldà), da Teresa Fabris di Preganziol, dalla modenese Linda Franceschini, dai romani Bruna Milani e Alessio Serpetti, dal savonese Gianni Nattero e dal ravennate Paolo Remondini.

Diversi, ma armonicamente accostabili, il bagaglio culturale dei partecipanti va da una situazione che potremmo definire professionale, in virtù degli studi di settore compiuti, ad uno status di dilettanti ma, sia chiaro, di dilettanti dotati di molto ingegno. Del resto è nota a tutti la boutade di Marcel Duchamp, uno dei padri fondatori dell’arte contemporanea, secondo il quale i veri artisti vanno cercati fra gli amateurs e non fra i professionels  essendo i primi liberi di esprimersi secondo ispirazione pura, mentre i secondi devono soggiacere ai molti condizionamenti del mercato.

Milvia Bortoluzzi è la guardiana di un personale giardino di delicatezze e di sfumati che l’accompagnano nella sua fatica di testimone della realtà nella quale, forse, si può individuare una mano creatrice.

Giuseppe Denti ha affidato la propria presenza artistica ad una personale interpretazione dei modi astratti, che non abbandona ad eccessive libertà di pennello, ma cura con sacerdotale attenzione nelle sue rigorose geometrie e nei raffinati accostamenti cromatici.

Teresa Fabris ha creato un suo particolare rapporto con la realtà, che modella in difficile equilibrio fra figurativo e contenutistico nell’iterazione di piccole cellule di aggraziata linearità compositiva.

Linda Franceschi, la professionista, ha da poco avviato la definizione del proprio stile allontanandosi dall’accademismo che aveva pur fatto di lei un’ottima allieva, per approdare a realizzazioni di più elevata soggettività creativa.

Bruna Milani da tempo frequenta con raffinato abbandono le seduzioni di mondi situati oltre l’evidenza della quotidianità e, legata come una sacerdotessa contemporanea al culto dell’acqua, su questo elemento primario costruisce le sue visioni di intensa partecipazione.

Gianni Nattèro propone temi esemplificativi degli svariati interessi che lo hanno portato ad una sorta di astrattismo di matrice espressionistica nel quale i soggetti sono colti nel momento in cui passano dal figurativo all’astratto.

Il fotografo Giuseppe Persia è uno di quei virtuosi della macchina fotografica che hanno contribuito a conferire dignità d’arte alla meccanicità dello ″scatto″ con l’uso del bianco/nero e l’elaborazione di serie di foto a tema, ciò che implica una notevole abilità tecnica applicata doti di fantasia, come avviene con i peperoni trasformati in seducenti corpi femminili.

Paolo Remondini svela nelle proprie tele i caratteri della sua professione, l’architettura, che lo assiste nella costruzione di perfetti teoremi geometrici ravvivati da un fervore sentimentale che si stempera in grande eleganza formale.

Alessio Serpetti è in primo luogo un notevole disegnatore che affida le sue risorse espressive a sottile ed eleganti composizioni di gusto barocco con una notevole predilezione per il simbolo e l’indagine del mistero.

Paola Soldà è l’interprete di una declinazione geometrica dell’astrattismo, che imposta ricorrendo a   campiture di vasto respiro con una particolare attenzione al rispetto delle corrispondenze interne sia nell’equilibrio della masse che nelle corrispondenze cromatiche.

Patrizia Testoni, ovvero un caso di Sturm und Drang pittorico nel senso che sulle sue tele nulla è pianificato, ma l’intera materia pittorica fluisce dall’animo che dantescamente «ditta dentro» mentre l’artista «va significando».

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Maggio 2016 13:58
 

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