Michelangelo de Virgilio un nuovo associato PDF Stampa E-mail
Sabato 23 Gennaio 2016 18:26

Il Movimento Arte del XXI Secolo dà il proprio benvenuto a Michelangelo de Virgilio, salutando in lui un artista veramente singolare, capace di realizzare oggi opere che, sia pur in termini diversi, erano state patrimonio degli antichi artieri longobardi. Sulla sua incudine, sotto il suo mazzuolo si piegano e prendono anima e calore fredde lastre di acciaio inox che paiono non conoscere limiti di carattere descrittivo. Tutto si piega alla faticosa volontà dell’artista. Ma non vorremmo limitare il giudizio a pure considerazioni tecniche poiché la forza impiegata è solo il mezzo per giungere ad opere di grande valore artistico nell’osservazione delle quali si dimentica l’operosità del fabbro che crea senza ricorrere al semplificatorio impiego del fuoco. Si prenda in considerazione la perfezione geometrica della ″Cattedrale di Trani″, rigorosamente scandita nei suoi volumi che, nel contrasto con lo sfondo nero, assume i contorni di un’opera ispirata dalla fede. Più mossa, ma altrettanto legata ad un concetto religioso, risulta ″Ore 4″. Ricorrendo al vasto repertorio fantastico di De Virgilio citiamo un suo vero e proprio ″divertissement″, ″Entrata in scena″, nella quale le due aperture delle quinte teatrali mostrano un’elegante gamba di ballerina e nella visione superiore una sorta di citazione magrittiana costituita da due mani che aprono con segreta discrezione un piccolo pertugio. Immergendoci sempre di più nel surreale, ecco ″Incontro d’armonie″, là dove nel vuoto assoluto si librano le braccia e la bacchetta di un fantomatico direttore d’orchestra. Sempre più impostata sull’assurdo possiamo ammirare un’amabile trascrizione di un detto corrente, ″Quando l’occhio vuole la sua parte”. Un irrisorio commento alla diffusa retorica della nostra società il cui tratto più evidente è costituito dall’immane capacità di produrre rifiuti viene offerto da ″Senza titolo″, che mostra le gambe di un uomo e di una donna cacciati in un cassonetto dell’immondizia. Forse l’autore vuole anche suggerire che molte persone meriterebbero quella fine. Prima di conclude una carrellata che meriterebbe di essere più dettagliata, sottolineiamo come nelle opere dell’artista pugliese il non finito rappresenta un’importante risorsa di carattere ideologico. A volte la sospensione è più efficace di un’esplicita affermazione. Concludiamo esprimendo il nostro apprezzamento per un artista di grandi e originali capacità che danno vita all’aristotelico sinolo di materia e forma: le idee e la loro ferrea rappresentazione.

Benvenuto, Michelangelo

Aldo Maria Pero, Gennaio 2016

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Gennaio 2016 18:31
 

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