Marco Rosellini un nuovo associato Stampa
Venerdì 11 Settembre 2015 14:43

Il Movimento Arte del XXI Secolo dà il suo benvenuto a Marco Rosellini, artista convinto di essere un mediocre pittore la cui opera dovrebbe essere distrutta. Lascio giudicare a tutti quanto vale invece un’espressione stilistica come quella che presentiamo. Uno stile che si propone solitario per modi ed accenti nell’ambito dell’attuale paesaggismo, interessante non solo per l’aspetto meramente visuale ma anche per i motivi che lo nutrono e lo caratterizzano. L’originalità nella scelta degli scorci, la delicatezza del tratto, la minuziosa ricerca delle rifiniture, la poesia profonda fanno di ogni opera un piccolo universo di contemplazione e di partecipazione. In alcuni momenti Rosellini sembra toccato dalla grazia di Wang Wei, il più grande pittore cinese, di cui restano solo le poesie e infiniti giudizi encomiastici sul suo lavoro di pennello. Molti esegeti si soffermano sui particolari, particolari che possiamo trovare secoli dopo in questo pittore che vorrebbe uccidere la sua opera. Si contempli, per fare un solo esempio, la sequenza dei tre ″Vischi″: foglie dipinte una ad una, con un gusto struggente del particolare, la propensione a farsi lui stesso foglia per condividerne la meraviglia botanica. E ancora le piccole inflorescenze biancheggianti, accarezzate con mano soave; e la perfezione e la varietà dei vasi. Occorre inoltre sottolineare l’estrema parsimonia nell’uso del colore, spesso tendente al monocromo; ciò che talora insinua sensi di profonda malinconia, come nella desolata scena di ″Sul Delta″. La stessa raffinata scala cromatica, affidata a minime ″nuances″ di tono, si manifesta in tutto il suo fascino nelle indimenticabili vedute di Venezia, vertice di un paesaggismo singolare ed elitario, disinvoltamente in grado di passare dalla carezza di un fiore alla concretezza delle grandi architetture.

Benvenuto, Marco!

Aldo Maria Pero, settembre 2015