Renato Restelli un nuovo associato Stampa
Giovedì 13 Agosto 2015 09:56

Il Movimento Arte del XXI Secolo porge il proprio benvenuto al milanese Renato Restelli, pittore di rara coerenza tematica e stilistica che si è dispiegata nel culto della natura morta, del paesaggio e, raramente ma con buoni risultati, nella figura, soprattutto ambientandola in un più vasti contesti riuscendo in tal modo a trasformando la fissità del ritratto in una più vivace presenza umana. Le nature morte seguono due filoni ispirativi nettamente distinti: da un lato la delicatezza floreale di vasi e di mazzi recisi che prorompono dalla tela imponendosi sugli sfondi con la loro primaverile forza germinante o con il caduco splendore di una momentanea fioritura; dall’altra gruppi di oggetti con una certa tendenza a giocare sul rapporto pieno-vuoto e qualche virtuosistica presentazioni di vasi e di ciotole. Più ambiziosa l’applicazione di Restelli al paesaggio, tendenzialmente reso in vaste campiture che delineano il possente respiro del creato. In questi casi una risorsa spirituale neoromantica accampa le sue ragioni estetiche sintetizzando la grandiosità dell’impianto descrittivo con la minuziosa ricerca dei particolari, ciò che è reso possibile dalla presa di coscienza da parte del pittore lombardo del concetto che il primo romanticismo, di matrice soprattutto tedesca, aveva riposto nella sua frequentazione della natura come entità vivente e non semplice sfondo com’era stata dipinta sino all’ultimo Settecento. A questo proposito basta riferirsi a molte pagine dei Quaderni di conversazione di Ludwig van Beethoven e all’adorazione della natura da lui mirabilmente espressa nella Sesta Sinfonia, la Pastorale. Dal punto di vista tecnico è evidente in Restelli il connubio fra un vago post-impressionismo ed una personale interpretazione del Puntillismo, che egli utilizza in maniera più disinvolta rispetto ai maestri francesi o ad un Pellizza da Volpedo.

Aldo Maria Pero, Agosto 2015

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2015 09:58