Tony Cassisi un nuovo associato PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Dicembre 2014 10:34

Il Movimento Arte del XXI Secolo dà il benvenuto ad un grande veterano, Tony Cassisi, americano di Sicilia, nato a San Francisco e cittadino di Giarre in provincia di Catania.

Leggere la sua biografia e contemporaneamente sfogliare il suo sterminato catalogo induce a formulare una domanda pirandelliana: «Tony Cassisi è uno o due?». Il dubbio è pienamente giustificato: da un lato abbiamo un soldato di professione, un petroliere, un direttore acquisti di una catena di supermercati, un commercialista. Se è poco abbiamo altre attività di riserva. Dall’altro c’è un pittore che a tempo perso fa lo scultore, o viceversa. Non è importante. Importa piuttosto che nell’accogliere la sua candidatura ci siamo resi conto della sua singolarità artistica per varietà di spunti e di tecniche impiegate. Come scultore impiega il legno o una pasta di legno che produce allo stesso modo con cui i pittori antichi si preparavano i colori. Le due tecniche comportano altrettante precise scelte contenutistiche. Le composizioni in legno richiedono un intervento meno volontaristico in quanto Cassisi impiega pezzi di legno quali il caso gli propone limitandosi ad interventi di maquillage in modo da renderli più gradevoli alla vista e a modeste sagomature per conferire loro un aspetto che giustifichi un titolo. Al contrario, la pasta di legno permette un modellato cui lo scultore impone liberamente la propria volontà d’arte, senza contare le varie possibilità offerte dalla possibilità d’intervenire con il colore.

In pittura Cassisi si rivela più che in scultura. In primo luogo si potrebbe osservare con Costantino Kavafis che un isolano ama necessariamente gli uccelli e i pesci. Vivere in un’isola, anche grande, genera un senso di costrizione che provoca ammirazione per gli uccelli, cui le ali permettono di superare la tirannia delle acque; e infatti Cassisi dipinge quasi esclusivamente uccelli trasmigratori dalle lunghe ali. Nei pesci, i cordiali bellissimi pesci dipinti dall’uomo di Giarre, è invece ascosa l’invidia verso la loro libertà di movimento nella barriera delle onde che circondano la terra.

L’artista si rivela, dicevo, particolarmente in pittura, nelle tante ed affettuose scene di vita popolare e famigliare. Sono autentici, gustosissimi, bozzetti che illustrano infinite situazioni con un sorriso o con benevola ironia e le cui didascalie, spesso una battuta di dialogo, consentono di comprendere il significato delle scenette.

Cassisi s’interessa anche alla cosiddetta “Arte povera” e ricorre a materiali di recupero come da qualche anno la moda e lo spirito d’imitazione che l’accompagna hanno indicato quale nuova frontiera, anche se in realtà tanto nuova non è, visto che Picasso la frequentava già nel 1911/12. Esiste però un’importante differenza fra il siciliano e i suoi compagni di strada, dal momento che questi si limitano a mettere insieme accozzaglie di rifiuti, mentre Tony le trasforma in opere d’arte. Insomma, un’arte povera d’élite.

Benvenuto, Tony

Aldo Maria Pero, dicembre 2014

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Dicembre 2014 10:39
 

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