Nella Rassegna INCHIOSTRO D'AUTORE la mostra "Sergio Toppi Leggende senza tempo" PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Dicembre 2014 15:25

Sergio Toppi Leggenda senza tempo

La leggenda senza tempo è quella di uno dei maggiori illustratori italiani, Sergio Toppi, ricordato a Savona, nell’atrio del Palazzo comunale, da una bella mostra di grafica originale, “Leggende senza tempo”, curata da Sonia Cosco, Enrico Bonino e Silvio Ottonello nel quadro della Quarta Edizione di “Inchiostro d’autore” tra il 26 e il 30 novembre 2014.Ai visitatori sono state presentate dodici illustrazioni dovute interamente a Toppi, autore anche dei relativi testi.

Sergio Toppi è scomparso nell’agosto 2012. Come spesso accade, sembrò che solo allora molti si rendessero conto dell’importanza della sua attività. Con lui, infatti, il campo dell’illustrazione e del fumetto d’autore italiani aveva occupato un posto significativo in campo internazionale.Nato a Milano nel 1932, iniziò la carriera giovanissimo lavorando come illustratore per la Casa editrice torinese UTET, allora una delle più importanti d’Italia. Proseguì come pubblicitario per approdare, superata la trentina, al fumetto, nell’àmbito del quale avrebbe espresso il suo immenso talento. Nel 1966 realizzò per “Il Corriere dei Piccoli”, un settimanale ad altissima diffusione, la serie dedicata ai soldatini di carta spaziando dal Far West al Medioevo. Del resto, interessarsi a terre e ad epoche diverse fu una costante del suo lavoro, che sotto molti aspetti assomiglia a quello di Emilio Salgari: tutti e due legati al proprio tavolo di lavoro percorsero il mondo con la fantasia.

Altrettanto fortunate furono le vicende del “Mago Zurlì” e l’illustrazione delle sceneggiature di Mino Milani, un grande professionista della letteratura per ragazzi. Intanto le esperienze andavano infittendosi su testate importanti come il “Corriere dei Ragazzi” e il “Messaggero dei ragazzi”, sulle cui pagine introdusse l’innovazione di superare le barriere imposte dalla sequenza delle vignette per impostare gli spazi con grande libertà.L’originalità del suo lavoro e l’estrema comunicatività grafica insieme al disinteresse per le lunghe storie a puntate lo fecero approdare a moltissime pubblicazioni di grande prestigio come, per citarne solo alcune, “Linus”, “Il Giornalino”, “Corto Maltese”, “Comic Art”, Ken Parker, “Nick Raider”.

Un attivismo di qualità superiore gli consentì di illustrare le copertine di molti libri pubblicati da editori prestigiosi come Einaudi, Larousse, Mondadori e UTET, ma la sua firma apparve anche su “Famiglia Cristiana”, “Selezione dal Reader’s Digest, il “Messaggero”, “Il corriere della Sera”.Dopo aver realizzato tre volumi della collana “Un uomo un’avventura”, nel 1984 creò l’unico personaggio fisso della sua carriera, il “Collezionista”, ma anche in questo caso prevalse l’insofferenza verso un legame troppo stretto e vincolante, tanto è vero che l’esperimento si concluse dopo solo due anni per dedicarsi ad un’importante pubblicazione, “Immagini di Sicilia”, un volume a più mani realizzato per conto della Regione Sicilia e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Messina.

Per l’Editore francese Larousse firmò alcuni episodi della “Histoire de France en bandes dessinées” e de “La Dècouverte du Monde”. Nello stesso àmbito storico dev’essere collocato il capitolo compreso nella “Storia dei popoli a fumetti”, scritto da Enzo Biagi ed edito da Mondadori.Seguono le 22 bellissime illustrazioni dedicate ai “Tarocchi delle origini”, edite per i tipi di Lo Scarabeo di Torino (1989).Affermatosi per l’originale e graffiante segno grafico, a partire dal 2003 Toppi s’impose anche per le straordinarie capacità di impiegare il colore per conferire straordinaria evidenza ai propri lavori. Tra il 2003 e il 2008 mise a disposizione delle Edizioni Crapapelada di Milano oltre cento straordinarie tavole illustrate a colori, colori forti ma assai armonicamente integrati in un progetto generale dalle suggestive sfumature cromatiche.

Nel frattempo aveva cominciato a scrivere i racconti che andava man mano illustrando e alcuni di essi sono compresi nei diversi portfolio dell’editore milanese. Sono racconti che spaziano dal West all’epoca dei Samurai in Giappone, come suggeriscono i titoli: “Leggende senza tempo” (2003), “Altre Leggende” (2004), “Hayku” (2005), “Ticonderoga” (2006), “Tomawack”, “Racconti giapponesi” e “Il ritorno del Samurai” (2007).A coronamento di questa magnifica impresa Toppi produsse cinque incisioni di ammirevole sagacia tecnica e fantastica: L'Amazzone, Variazioni con figura, Momotaro, La Diavolessa, Lo Specchio.L’ultimo approdo del grande illustratore furono le Edizioni Papel, che avevano continuato l’attività delle Edizioni Crapapelada. Nel 2008 venne pubblicato una sorta di testamento artistico: il volume “Leggende”, una silloge di venticinque racconti illustrati, penna e pennello di Toppi. L’anno seguente propose all’Editore due serie di illustrazioni ispirate al folklore irlandese, “Io sono l’erba” e “Divertissement”.Il racconto d’addio del Maestro fu dedicato all’amato Giappone: “Luce dell’Est”, un’opera del 2011 pubblicata l’anno successivo, che portò a diciotto il numero dei testi d’ispirazione nipponica.

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Dicembre 2014 15:46
 

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