GIORGIO RAMELLA dipinti e disegni una bella mostra al Priamar PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Ottobre 2013 16:29

 

 

Nato a Torino nel 1939, Giorgio Ramella, ha sempre conservato nel cuore la città natale, nella quale ha esordito con la sua prima personale nel 1964 e alla quale ha fatto più volte ritorno con altre mostre che celebravano la sua grande carriera ed il crescente successo di un'espressione artistica che, saldamente collocata nel mezzo delle infinite suggestioni dell'arte contemporanea, non ha mai rinunciato, in chiave astratta o figurativa che fosse, alla tradizione di tavolozza e pennello.

Ha attraverso nel corso della lunga carriera momenti di diversa concentrazione d'interessi, senza però mai rinunciare al concetto di uno spazio da riempire di forme e di colori. Negli anni ha alternato l'astratto al figurativo e diversi cicli pittorici. In equilibrio fra le due alternative, la produzione d'esordio, caratterizzata dalla serie Incidenti, vede forme metalliche emergenti da fondi scuri, il prodotto, appunto, degli incidenti. Le concessioni al  realismo rappresentativo cedono il passo sùbito dopo ad espressioni astratte in cui il pittore sembra tributare un omaggio alla luce. Dopo un intermezzo figurativo dominato dall'impiego del colore come sorgente della figurazione, lo stesso violento cromatismo caratterizza la fase successiva.

Importante nella determinazione di una precisa stagione della sua carriera fu il viaggio negli Stati Uniti, compiuto nel 1990, durante il quale scoprì i graffiti disegnati nella metropolitana di New York. Ne fu un epigono, ma la serie Subway rappresenta pur sempre un periodo significativo della sua arte. Fu probabilmente il primitivismo di quelle rudi linee a spingerlo verso una ricerca volta a trarre ispirazione dal linearismo semplificatorio delle incisioni rupestri, interpretate però con violenza grafica contemporanea, nella quale si consuma la dialettica fra i solchi della linea antica con la corposità icastica e materica del colore, che si aggruma e si materizza in composizioni  di rara potenza espressiva.

Una sorta di "ritorno all'ordine" è il successivo interesse per il ritratto, una delle forme principali della pittura. L'interesse di Ramella si sofferma, e siamo ormai giunti al 2001, sugli autoritratti di Vincent van Gogh, con una serie di variazioni sul tema che traducono il figurativismo d'origine in prospettive astratte o quantomeno espressionistiche, soprattutto nella disperata fissità degli sguardi, con particolare citazione per le due tele nelle quali occhi azzurri emergono da un fitto tratteggio nero sullo sfondo di un tenue giallognolo.

Pochi anni dopo, nel 2005, Ramella dà vita alla sua avventura orientale, un oriente mitico nel quale si confondono suggestioni che geograficamente si spostano dal Medioriente verso l'India. Qualcuno ha voluto trovare le fonti dell'ispirazione di Ramella in testi come Le mille e una notte o nei grandi cicli romanzeschi indiani. A me sembra piuttosto che l'artista torinese sia stato piuttosto attratto da immagini di quelle terre, riproposte con uno sguardo ai Nabis. Un elemento interessante di questa straordinaria serie è il fatto che le tele presentano una sovrapposizione di immagini che non sono logicamente collegate, ma che tuttavia servono a orientarne la lettura. Un'altra caratteristica è costituita dalla mescolanza fra tele figurative e lavori astratti, che preludono ad una vocazione verso il disegno, alla semplificazione della rappresentazione che sembra spostare l'interesse verso Matisse.

In mostra sulla Fortezza del Priamar a Savona, Ramella ha portato anche i quadri dipinti dal 2009 in poi, lavori che si presentano come francobolli, francobolli di posta aerea che rievocano l'epoca coloniale quando era di moda raffigurare qualche veduta esotica in un'immagine sulla quale campeggiava lo strumento della modernità e della superiorità dell'Occidente, l'aereo. I francobolli della sua Fly Zone, tutti di piccole dimensioni, sono accompagnati da opere dei periodi precedenti e a molti disegni, caratterizzati dalla quasi totale assenza di colore, che si limita a comparire in un angolo per gettar luce e vigore sulla parte a matita.

La bella mostra di Giorgio Ramella, Dipinti e Disegni dal 2006 al 2013, è stata organizzata dall'Associazione Amici Centro Oncologico Pietro Bianucci Onlus di Savona con il generoso apporto dell'artista,  che donerà al Centro metà del ricavato dalle vendite.

Inaugurata il 16, proseguirà sino al 31 ottobre nelle Cellette del Palazzo della Sibilla, Fortezza Priamàr di Savona, con il seguente orario di visita: 10.00-12.30 e 16.00-18.15

[Aldo Maria Pero, Ottobre 2013]

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Dicembre 2013 18:56
 

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