La Personale di William Tode al Miit di Torino Un Maestro fra due secoli PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Maggio 2015 14:16

Prosegue con grande successo la mostra di William Tode presso il MIIT di Torino. La manifestazione proseguirà sino al 3 giugno con il seguente orario: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30.

Il titolo della mostra, Un Maestro fra due secoli, vuole inquadrare la figura di questo Maestro che è un protagonista dell’arte figurativa europea e della cultura artistica italiana da lunghi decenni, dapprima a Parigi dove, in una situazione di piena bohème, ha aderito al Movimento cubista con la frequentazione di Pablo Picasso e di Georges Braque contribuendo a quella importante stagione con opere nelle quali la matrice cubista assunse una dimensione più poetica e lirica rispetto alla rigidità geometrica degli  interpreti locali. In quegli anni favolosi, dal 1955 al 1957, un altro punto di riferimento fu per lui la lezione di Paul Cézanne.

Dopo il ritorno in un’Italia che stava faticosamente cancellando le ferite della guerra mentre un profondo dibattito politico ferveva e talora avvelenava il clima sociale del Paese, Tode si assunse pesanti responsabilità contribuendo con la sua preparazione artistica a riorganizzare i servizi tecnici degli Uffizi di Firenze ed operò in quanto consulente del governo in àmbito artistico. Diresse Musei ed organizzò manifestazioni di portata internazione come la celebrazione del secondo Millennio di Virgilio. Durante quello che viene definito il suo Periodo nero per la cupezza di una tavolozza dolente di fronte a quel mondo sconvolto, la sua memoria riandò alle esperienze della prima giovinezza, allorquando passava le giornate nei Musei a “parlare”, e di ciò nutrendosi, con i grandi maestri del passato, in particolare con Giotto, con Masaccio, con Piero della Francesca e con Paolo Uccello, il cui rigore ebbe modo di emergere anche nel periodo cubista.

Uomo impegnato culturalmente con generosità senza pari, sommo disegnatore, Tode emerse dal disagio esistenziale con poderosa forza creativa verso il 1978, quando riprese a dominare il colore, per dar vita ad anni di fervida creatività divisa con identico impegno fra la scultura sino ad ottenere la commessa da parte della FIFA della statua celebrativa dei Mondiali di Calcio in Sudafrica; la pittura, la grafica e l’affresco. In tutti i casi emerse con singolare forza: detto della scultura, nella sua stamperia, prima a Firenze e quindi a Gonzaga, sono passati i maggiori artisti italiani dell’epoca, da Guttuso i poi; come pittore ripropose il proprio magistero sintetizzando l’immobilismo monumentale del cubismo e il delirio futurista del movimento e del dinamismo nel Cubofuturismo. Infine, nelle vesti di frescatore, può essere considerato il maggiore specialista vivente di questa difficile arte, espressa in decine di realizzazioni tanto in ambito religioso che in abitazioni private e addirittura nel cinema, quando fu chiamato a dipingere la Cappella Sistina di Michelangelo per la realizzazione del film Il tormento e l’estasi, destinato a rievocare la vita del grande artista fiorentino.  

L’importante antologica di Torino, ricca di oltre 80 opere, non costituisce una celebrazione in quanto il Maestro è in piena attività ma solo un’occasione documentaria con lavori datati dal 1955 al 2015.

Aldo Maria Pero, maggio 2015

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2015 14:25
 

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