SUGLI ANTICHI SPALTI una mostra nella Fortezza del Priamar PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Marzo 2014 00:14

 

Si è inaugurata sabato 1° marzo la mostra "Sugli antichi spalti", organizzata dal Movimento Arte del XXI Secolo, curata da Licinia Visconti e presentata da Aldo Maria Pero.

Madrine d'eccezione Elisa di Padova, Assessore alla Cultura del Comune di Savona, e Sara Foscolo, Assessore alla Cultura della Provincia di Savona. Nei loro brillanti interventi le due Signore hanno mostrato un loro personale interesse per l'arte al di là dell'impegno istituzionale.

Ha inaugurato il pomeriggio, alla presenza di un pubblico numeroso e di quasi tutti gli artisti partecipanti, il Maestro Gianni Bacino con una fulminea quanto ironica performance tesa a sottolineare le non brillanti condizioni dell'arte in Italia.

Otto pittori hanno dato vita con le loro pregevoli creazioni a questa kermesse artistica, un'attestazione di presenza e insieme una voce di speranza per il futuro, fiduciosi che le elaborazioni teoriche sull'arte, cui filosofi ed esteti attribuiscono un ruolo etico e taumaturgico, trovino finalmente «stanza», come avrebbe detto Foscolo , nei prossimi e non lontani anni.

Da Thiene, una bella cittadina prossima a Vicenza, Milvia Bortoluzzi, ha inviato opere che davvero  sono una testimonianza di etica e di fede. Pennelli che sfiorano «l'umile a alta» (Dante, Paradiso) bellezza dei fiori, dei boschi e di «chiare, fesche et dolci acque» (Petrarca) con un senso operoso che rende la sua opera una testimonianza attuale del benedettino «ora et labora». Il lavoro della Bortoluzzi consente, come raramente accade, di penetrare il senso recondito del suo spirito attraverso un itinerario interpretativo non solo stilistico ma anche, e forse più, poetico.  

Adriano Carpani, ovvero del dilemma «apparire o essere». Protagonista della sua pittura, assai  unitaria nel suo significato teorico quanto estremamente variata nelle singole realizzazioni, è l'uomo. Realista o addirittura iperrealista, la sua vena è quella di un Diogene alla ricerca dell'uomo, dell'uomo nella sua realtà più intima. Non sembra averlo sinora trovato, ma nel frattempo la sua galleria si è arricchita di straordinarie imprese prospettiche, di mirabolanti scorci sulle tracce di persone vere, di qualcosa di più interessante delle tracce della loro presenza o del barbone che medita alla luce di un lampione in pieno deserto urbano.

Damiana Ciferri, artista dalla lunga storia, è protagonista di una vicenda che potremmo considerare esemplare del lungo cammino degli artisti che sono passati dal figurativo all'astratto. Si propone oggi in una posizione eccentrica a tutti i possibili -ismi. Infatti nulla di pienamente figurativo si affaccia dalle sue tele, ma esse portano titoli che consentono d'individuare intenzioni dialettiche, forme assorbite in più ampie campiture dominate dalla meraviglia di colori che emergono l'uno dall'altro in una sapiente e raffinata palette fatta di accostamenti di tinte rare e raffinate. Un'opera che costituisce un'estenuata ricerca d'impasti cromatici.

Maria Pia Galato Fransos, delicata acquarellista, porta il visitatore indietro nel tempo, ad un'epoca caratterizzata da una grazia e da un'eleganza oggi perdute. C'è nella distillata elegia dei suoi fiori e delle deliziose scene di vita un'impronta, un lieve sorriso, che mi piace pensare affine alla viennese età Biedermeier, quei primi trent'anni dell'Ottocento durante i quali la borghesia espresse il meglio della sua presenza sociale e culturale. Alla luce del presente, Maria Pia intrattiene i suoi ospiti in un colloquio di romantici accenti che nell'equilibrio formale e nella sapienza tecnica offrono una splendida testimonianza di stile.

Pier Giorgio Leva, fotografo e pittore, ha trasferito la tecnologia in àmbito pittorico ricorrendo alla digital art per esprimere quanto la fotografia non era in grado di permettergli. La foto, per quanto possa deformare la realtà non è in grado di trasformarla, mentre un computer sapientemente usato consente le più libere e spregiudicate ricerche sul mondo del visibile e sull'universo dell'invisibile. Leva si è posto in un punto mediano: trasforma in modo arbitrario la realtà traducendola in sogni e visioni ma allo stesso tempo costringendola in una precisa collocazione stilistica, che è quella dettata da un esasperato espressionismo, dalle campiture brevi e nervose, da un ritmato susseguirsi di avvolgenti e sinuose spirali che spesso conferiscono un'impressione di matericità alle sue  fantasie.

Giovanna Magugliani ha tratto dalla propria esperienza, proiettata in due mondi, quello occidentale e quello islamico, il materiale narrativo che trasferisce sulle sue tele, spesso di grandi dimensioni, alla ricerca di un respiro che sintetizzi la sua vita in un ambiente di estrema avanguardia e la sua storia umana ed intellettuale, ciò che l'ha portata ad esaltare i grattacieli della moderna Abu Dhabi accostando questa visione alla citazione dei pittori da lei amati. In una voluta dialettica di contrasti fra il figurativo, il metafisico e l'astratto, l'impellente urgere delle diverse risorse della propria creatività sta inducendo la Magugliani ad operare con eguale intensità e parallelamente su tali diversi versanti.

Vittoria Salati rappresenta l'epopea della sapienza artigianale e della maestria pittorica in una serie ininterrotta di creazioni che, nel loro figurativismo non privo di tratti fantastici, si possono individuare in due fondamentali poli ispirativi: la matrice religiosa, dominata da una fede di sapore molto personale ma assai intensa, e la sorgiva tendenza all'ironia, alla boutade e alla fantasia che, partendo da un dato di prima osservazione, sa travestirsi in varie e numerose forme. Su tutto domina il colore, un colore splendido, intenso, vitale, che costituisce insieme un'espressione religiosa ed un inno alla vita; un colore capace di trasformare, semplicemente sfiorandolo, qualsiasi umile oggetto.

Patrizia Testoni è pittrice anarchica, incapace di dominare i sentimenti, nobili e forti sentimenti, per organizzarli in un oggettivo processo di evoluzione stilistica. Ma la costante meditazione sui capolavori della pittura, la sentimentalità di un carattere generoso  e le risorse della fantasia hanno negli anni creato per lei una logica evolutiva che si è maturata dalle prime esperienze impressioniste, con quadri nei quali iniziavano però ad emergere forme d'inquietudine che lasciavano nei suoi lavori tracce espressioniste. Un espressionismo molto sui generis, che si è inevitabilmente volto alla radicalizzazione delle premesse giungendo all'espressionismo, oggi alternato a quadri di chiara impronta surreale, spesso dotati di lodevoli istanze creative.

Aldo Maria Pero, Marzo 2014

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Marzo 2014 12:34
 

Problemi di visualizzazione su Smartphone e Tablet

Per visualizzare correttamente il sito da Smartphone e Tablet è sufficiente installare l'app gratuita Puffin Web Browser Free. Clicca qui

Puoi trovarla anche su Play Store se utilizzi Android o su Apple Store se utilizzi iOS

Facebook
Siamo su Youtube
Concorsi Online
Siamo su Vimeo
Inserzioni Online