PERSONALI in mostra nelle Cellette del Palazzo della Sibilla sul Priamar PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Novembre 2013 00:52

Con la presentazione del Prof. Aldo Maria Pero e l'allestimento di Licinia Visconti si è inaugurata sabato 16 novembre nelle Cellette del Palazzo della Sibilla sul Priamàr la mostra "Personali" a cura del Movimento Arte del XXI Secolo.

Sino al 26 novembre sarà visitabile tutti i giorni con orario10.00-12.00 e 15.30 alle 18.00.

Si tratta di una rassegna di artisti invitati per la loro capacità di rappresentare varie tendenze delle correnti figurative odierne. Sono presenti due scultori e otto pittori che hanno orientato la loro ricerca su sentieri diversi, dal figurativo all'astratto. Essi provengono da varie regioni italiane e costituiscono una selezione assai interessante che comprende le sculture in legno di Pietro De Ruvo e quelle  polimateriche, talora decorate, di Bruno Peirolo, due interpreti della culturalmente ricca provincia italiana. I due scultori provengono infatti da Chieri, una vivace cittadina sita nel cuore del Piemonte. Li accompagnano altrettanti pittori: Bruno Cantino di Reino, una complessa figura d'artista attivo tanto in pittura quanto nell'acquerello e nell'incisione, due attività tecnicamente ardue che gli hanno aperto la strada di una notorietà che da tempo ha varcato i confini della penisola. Luigi Pogliani è pittore di tradizione, legato all'olio su tela, una maniera che si esprime su due filoni di ricerca: il paesaggio che non riproduce ma interpreta con forte sentire espressionista ed il ritratto, cui dedica grande cura nell'intento di interpretare lo spirito dei suoi soggetti con un segno aspro, deciso ed espressivo al massimo grado.

La genovese Marinella Àlbora, con sobrietà di mezzi e pudore d'intenti, dedica la propria umana partecipazione alle piaghe sociali che il vasto trasmigrare di genti degli ultimi anni consente di conoscere. Spesso i suoi lavori sono ritratti che nel loro muto proporsi all'attenzione mostrano tutta la dignità degli emarginati, protagonisti di una dolente vicissitudine esistenziale. Con spirito di profondo coinvolgimento le sue tele denunciano inoltre le incomprensioni razziali con una pittura  ricca d'intense vibrazioni che nel contrasto dei colori evoca le miserie delle incomprensioni esistenti fra genti di estrazione e razza diverse. Gli ultimi esiti della sua ricerca sono approdati a lavori di carattere simbolico che, pur lontani dal precedente scoperto spirito di denuncia, mostrano in termini di più distaccato simbolismo la stessa generosa partecipazione.

Al torinese Axel Marco Gambino si deve una serena immersione nel fervore e nei profumi della natura virente che emerge dai suoi quadri con facies di intensa  capacità evocativa che accarezza albe e tramonti, paesaggi colti nel silenzio del manto di neve che li nasconde o nel pieno fulgore dei colori mediterranei. Ma questo antico gentiluomo è capace di stupire per la capacità di affiancare ad un fiore delicato l'astratto fulgore dei fiori del cielo, creati dall'esplosione dei fuochi artificiali.

La savonese Cristina Mantisi rappresenta l'aggiornamento tecnologico che l'uso del computer ha reso possibile con la cosiddetta Digital Art, cui affida brillanti composizioni di elegante astrattismo. Un'arte che sembra la prosecuzione della sua attività di pensosa poetessa.

Adriana Olivari, anch'essa savonese, accomuna nel suo lavoro lo splendore dell'immagine, affidata ad una intensa cromia, un elevato sentimento etico e riflessioni di carattere religioso. Pensosità che nulla sottrae al fascino di vivide fantasie che da un centro ideale si proiettano verso l'esterno accumunando a forti colori puri, stesi con la mano, inserimenti materici che vivacizzano l'insieme.

La romana di origine tedesca Isabel von Piotrowski, dopo una intensa milizia che l'ha portata ad indagare diverse forme d'espressione, ha ultimamente fermato la propria attenzione su una formula astratta ricca di motivi espressivi che interpretano il suo desiderio di evasione verso l'universo delle comete, delle galassie e dell'infinità del cosmo. Un anelito profondo.

La modenese Dannie Praed esalta la propria maniera in composizioni ricche di rilievi cromatici con un assai vario repertorio di immagini e suggestioni quasi tutte dedicate alla figura umana, che evocano certe espressioni di Fernand Leger e non sembrano aliene alla lezione di Botero. Aggiunge inoltre l'ironia della deformazione e del gesto spettacolare attraverso colori che fanno materia e che suggeriscono un quasi scultoreo senso di pienezza, caratterizzato da una notevole forza rappresentativa.

[Aldo Maria Pero, Novembre 2013]

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Febbraio 2014 12:47
 

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