Mostra in Galleria Dal Mare e dai Monti PDF Stampa E-mail
Lunedì 04 Marzo 2013 15:13

 

Esistono sostanzialmente due tipi di collettive, quelle che si potrebbero definire "a sorpresa" nel senso che gli organizzatori chiedono agli artisti di presentare opere a loro discrezione per esibirle in occasioni di grande prestigio alle quali è importante partecipare oppure per ragioni di beneficenza. Vengono alternativamente allestite collettive a tema, che costituiscono per i pittori occasioni di confronto e di arricchimento professionale e morale. Spesso gli organizzatori hanno in questi casi lo scopo di celebrare un grande maestro del passato, un movimento, uno stile o un particolare genere.

A tale desiderio di attirare l'attenzione del pubblico su un genere tradizionale ma di ininterrotto interesse tanto da parte degli autori che dei collezionisti corrisponde la mostra in corso di svolgimento nella nostra Galleria, dove sono esposti quadri di paesaggio. Mani diverse accumunate dallo stesso intento di interpretare alla luce della propria sensibilità momenti, luci, fulgori e malinconie della immensità naturale contrapposta alla fralezza umana. Lo spirito degli artisti impegnati in questa rassegna è evidente nel loro modo di affrontare il tema proposto. Si va dalla leggiadria limpida di un sentimento che, come fa Milvia Bortoluzzi, si esprime in candide atmosfere di sobria essenzialità stilistica alla prorompente forza espressiva dei lavori di Giovanni Gabassi, in qualche modo esemplificati nella saga coloristica profusa con violenti e nervosi tratti nel suo "Omaggio a Monet". Su diversi gradi di coinvolgimento personale si collocano le manifestazioni di affetto che Silvia Carta ha dedicato alla Sardegna, della quale le sue tele celebrano il chiarore dei cieli e la limpidezza delle acque in termini ideali; il tentativo di ridurre il sovrastante potere degli elementi naturali in termini di portata umana, come fa Dario Ferrante in lavori in cui la molteplicità del reale è ricondotta a pochi e significativi elementi simbolici; lo spirito di un lirico romanticismo venato dalla malinconia di ricordi non solo visivi ma anche letterari che caratterizza  l'opera di Gianfranco Barcella; il senso dell'antico rapporto fra l'uomo e il mare che, cupo, affiora dalle acque e dalle tracce di umane sollecitudini esistenziali che Gilberto Piccinini, dall'alto di un magistero sovrano, distilla in rare e profonde tele; il geloso rapporto che Valter Mellano ha istituito con la materia del suo canto figurativo, un canto sonoro che sembra preoccuparsi solo di esaltare l'arte della veduta e i suoi splendori nella gioia di una continua scoperta che è sorpresa di nuovi orizzonti e di novelle conquiste.

[Aldo Maria Pero, Marzo 2013]

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Marzo 2013 00:34
 

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