II Collettiva degli associati "Variazioni sulla bellezza" PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Dicembre 2012 01:10



 

In Italia le collettive d'arte si contano ogni anno a migliaia e si svolgono in un'incredibile varietà di ambienti, dall'oratorio sconsacrato di paese alla Permanente di Milano, ma non mancano i giardini, i portici, le spiagge. D'altra parte, se si possono avanzare riserve su certi ambienti, non si deve dimenticare che a decretare il successo di una mostra non è il luogo in cui si svolge ma il valore delle opere esposte.

Nel caso di Variazioni sulla Bellezza si può ben dire che, oltre al fatto di svolgersi in una bella Galleria e non in un qualunque sito adattato all'occasione, i partecipanti a questa rassegna sono artisti di comprovato e consolidato valore e che essi rappresentano tutte le stagioni della vita, a partire dalla giovanissima pittrice di origine romena Ruxandra Dalmazio, il cui valore, per ragioni d'età, non è ancòra consolidato ma risulta certamente comprovato dai lavori cui ha affidato il còmpito di rappresentarla. Amici vecchi e nuovi accolgono i nostri visitatori. I nuovi, cui tributiamo un affettuoso benvenuto, sono la citata Ruxandra; il cantore delle terre e dei mari di Liguria Valter Mellano; Nando Ragni, che in vasta prospettiva tematica presenta con alto segno d'arte la sua Sardegna; e Maurizio Roasio, artista di nobili animo e di vasta fama, che presenta il "ritratto" di uno dei suoi adorati cagnolini.

Accanto alle voci novelle sono schierati gli spiriti gentili che già conoscevamo, ma che in alcuni casi bisognerebbe meglio dire: credevamo di conoscere, tanta è la novità d'accenti che caratterizza le loro opere, alcune inedite, presenti in Galleria.

Milvia Bortoluzzi, della quale ho visto centinaia di lavori, ha inviato uno straordinario olio nel quale l'ampiezza di respiro sulle alte cime sembra una preghiera mormorata ad un cielo assai prossimo; Paolo Calcagno, la cui irrefrenabile passione per l'universo in espansione sembra impegnarlo in una interminabile corsa fra le galassie, che riesce ad avvicinare senza telescopio; Giovanna Crescini, della quale credevo di sapere ogni piega di fantasia e di palette, mi ha sorpresa presentando un quadro intessuto di nuovi colori, che richiama alla memoria la Ballata della Regina degli Elfi di Heinrich Heine con le sue abitatrici dei boschi bellissime e fatali come fanno intendere i rami ischeletriti degli alberi; e infine Antonino Messina, avviato, insieme ad un aggiornamento di tavolozza, verso suggestioni espressionistiche che lo stanno allontanando dall'iniziale impressionismo.

Accanto a queste novità di persone e di stile si accampano le eteree e tenui bellezze fiorite di Chicchi Baggiani; i delicati acquerelli di Milvia Bortoluzzi: giunta, come Chicchi, al massimo della venustà, cambiare significherebbe per lei rischiare una diminutio pulchritudinis; le tele di Gianluigi Castelli, la cui incantata bellezza di segno è posta al servizio di un ideale, quello di rendere evidente il profondo legame costituito dal solido connubio fra arte e psicanalisi, che non può cambiare senza compromettere un lungo cammino che gli dato fama ed onorificenze; i grandi lavori di Maria Pia Demicheli, artista di forte impatto, la cui magnificenza rappresentativa, dà vita a documenti di denuncia nei confronti delle molte storture dell'età che stiamo vivendo e allo stesso tempo ad una equilibrata versione di neo-femminismo; le affascinanti vedute di Gilberto Piccinini, un magnanimo legato a visioni di un mare che rappresenta la sua aspirazione all'infinito, allo spirito del dramma, ai vasti silenzi e all'urlo della tempesta che si chiude sui corpi dei marinai travolti dalla furia delle onde, consolati dalla bella leggenda cilena che narra di come due divini fratelli trasportino le vittime dell'onda nell'eternità di un cimitero marino; le invenzioni materiche di Ines Ponzone, donna dall'animo fiero, capace di indulgere a raffinate combinazioni cromatiche sotto le quali s'intuisce un mondo di pensieri e di riflessioni di cui la tela illustra solo la parte emergente; gli acrilici di Mariella Relini, il cui impegno non conosce sosta alla ricerca di un ideale che forse deve ancòra raggiungere ma che per il momento le conferisce, sotto la pacatezza di un carattere mite, la furia dell'invenzione; i forti, quasi sempre severi, quadri di Tiziana Rufo, mirabile ed introversa ritrattista, la cui grande perizia tecnica è in cerca di una finale quidditas espressiva capace di consentirle  l'ultimo passo verso, osiamo la parola, il capolavoro; e infine le piccole opereri, delicati incontri di colori e di lontane malinconie di una delle pittrici più celebrate di Spagna, Pilar Segura Badia.  

                                                                                                                         [Licinia Visconti, Curatrice]

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Dicembre 2012 01:02
 

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