Franco Margari "Illuminazioni esistenzialiste" Stampa
Martedì 23 Giugno 2020 23:26

Nell’elaborazione del video dedicato a Franco Màrgari Licinia Visconti, Art Director del Movimento Arte del XXI Secolo, ha ripreso il titolo del catalogo, ″Illuminazioni esistenzialiste″, curato da Giampaolo Trotta, il quale ha in apertura di testo precisato il concetto così sinteticamente esposto a proposito del pittore fiorentino in questi termini: «Le astrazioni materiche disincantatamente esistenzialistiche di Franco Màrgari». Dal canto suo, il Maestro ha argutamente scritto di se stesso in ″La genesi di un quadro″: «Di fronte alla tela bianca c’è come una magica attesa. Quella del momento in cui appoggiando le mani si sente cosa essa vuole essere, come un vulcano sgorga quella materia che vuole fare mostra di sé, che si vuole fare movimento, colore e luce. Riproduco il magma mentale con materiali di varia natura: carta, tessuto, gessi, colle, su questa superficie densa di asperità, graffi e increspature incomincia il mio viaggio…Luce e materia, giorno e notte, anima e fisicità, la lotta di questi due aspetti dell’essere è il tema che mi interessa». È anche il motivo che interessa tutti gli esegeti delle sue opere, che traggono vigore e significato da questa dialettica che oppone i sentimenti alla ragione, l’individualità del soggetto operante alla pluralità dell’universo in cui è inserito, là dove rischia di perdersi.

L’opera di Màrgari si inserisce in un determinato momento dello sviluppo dell’arte figurativa del secolo scorso, secolo quant’altro mai vivido e foriero di novità anche per il coinvolgimento di diversi saperi nell’ambito delle vicende pittoriche, che, come illustrato da Klimt, si aprono all’acquisizione di elementi materici sulle non più vergini tele dell’arte assoluta e subiscono il richiamo della psicanalisi e il fascino di sentieri che conducono lungi dalla realtà immediata verso mondi che si presentano inediti e soggettivi. Il pittore comprende che dipingere un paesaggio, una figura, una cosa significa rinunciare almeno in parte alla propria creatività, al proprio io. L’unica forma veramente originale espressa sino a quel momento era stata l’autoritratto. Egon Schiele esaurirà questo versante dipingendone 170.

In questi termini, di arte ricca di particolari materici e priva di realismo banale, trova la propria collocazione l’esperienza di Màrgari, che non dipinge paesaggi ma forme cromatiche, non figure umane ma umani pensieri, non scene ma indefinite vaghezze formali.

Questo vasto patrimonio di suggestioni si articola in libere forme geometriche, in pianificazioni derivanti da stratificazioni cromatiche e nei contrasti di luminosità rifrante nelle quali trovano uno dei due fondamentali non-colori, il bianco, che esalta la spiritualità di opere che spesso si propongono come preghiere o come sofferte incertezze ed aspirazioni esistenziali, come attestano i molti quadri che delineano vari e diversi ″Orizzonti″.

Aldo Maria Pero. Giugno 2020

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2020 23:39