Movimento Arte del XXI Secolo - Benvenuti nel nostro Sito!
VENEZIA - PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" .Allestimento PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Novembre 2019 20:44

 

Il Movimento Arte del XXI Secolo ha dato vita nell’ottobre 2019 alla sua seconda mostra, Arte Contemporanea in Laguna, nelle sale del veneziano Palazzo Zenobio, sempre comprese nel quadro della 58. Biennale d’Arte.

Licinia Visconti, Art Director del Movimento, ha provveduto a filmare l’allestimento che proponiamo alla vostra attenzione. Avrete modo di vedere la sequenza delle sette sale nel loro insieme e successivamente di soffermare la vostra attenzione sulle singole opere che momentaneamente abbelliscono pareti onuste di storia.

Il video propone le opere di due artisti che hanno partecipato con altrettante personali che per ragioni stilistiche si pongono in contrasto fra di loro: si tratta del romano Giancarlo Delmastro e del calabrese Orfeo Reda. Il primo è il protagonista di uno straordinario empito cromatico che tende ad esaltare un contenuto forgiato sulle fonti stesse dell’universo, ovvero le energie creative che sottendono alla possente architettura del cosmo. C’è in questa appassionata ricerca dell’elemento primo una sorta di Urgeschichte individuata dalle equazioni di Albert Einstein e qui riproposta con strenua e commossa volontà rappresentativa nella quale il colore risulta al contempo mezzo e fine dei concetti formulati. Il Maestro della Magna Grecia, Reda appunto, impiega il colore in termini di medietas figurativa perché altri sono gli interessi che informano il suo lavoro, teso a proporre una precisa serie di snodi nei quali si articolano l’amore per la sua terra, l’acutezza dell’osservatore di uomini e cose, la sensibilità sociale e la pietas personale verso i drammi individuali, tratteggiati nelle sue situation-forms, i bozzetti che si possono definire narrativi in quanto illustrano vicende colte nell’attimo ma proiettate nel divenire.

Oltre alle due personali, la mostra comprendeva una collettiva di sette raffinati artisti che hanno posto in luce la personalità di Stefania Basso, autrice di tre disegni diversi per realizzazione ed intenti, ma unite dall’eleganza di una mano capace delle più ardue imprese tecniche; di Valeria Bucefari, autrice di straordinarie fantasie che tra situazioni da circo, rievocazioni di giullari medievali e ambientazioni stravaganti indaga tela per tela la situazione umana, i suoi limiti e le sue contraddizioni spesso celate in un ricco mondo di simboli e di allusioni che confluiscono in un tessuto di lettura complesso e seducente; di Angelo Conte, artista di ammirevole intensità espressiva impiegata in opere caratterizzate da un gran numero di simboli, di intuizioni e di polemica dialettica; di Bruno Gabrieli, scultore cui riesce di ridurre il legno alle proprie volontà d’arte rispettando l’intima natura del noce cui è ricorso per realizzare le tre sculture che illustrano la manifestazione veneziana; di Fabrizio Gemma, ritrattista che parrebbe di scuola caravaggesca per il suo far emergere i volti ritratti dall’oscurità dei fondali e sfruttare il contrasto coloristico per indagare la psicologia dei personaggi raffigurati; di Guglielmo Meltzeid, pittore dalle numerose suggestioni, che vanno dalla tenerezza per l’infanzia alle aggraziate presentazioni dei volti di proustiane ″fanciulle in fiore″, dalla realizzazione di vasti orizzonti paesaggistici sino all’iperrealistico amore verso i motori, talora colti con le piccole ironie che si possono ammirare in due delle tre tele presenti in mostra; di Henrik Saar, un pittore danese, autore di una tecnica straordinariamente incisiva posta al servizio di un lavoro molto riflessivo, che indaga sine ira ac studio una serie di realtà psicologiche attuali, come ad esempio la maternità differita agli anni in cui non solo si può garantire maggior sicurezza ai figli, ma soprattutto dopo aver potuto godere appieno della propria giovinezza senza gli oneri che comportano la loro cura.

Nostri ospiti sono stati tre artisti siciliani: Francesco Anastasi, Luigi e Patrizia Prado. Il primo è autore di una tela di eccezionali dimensioni con un’altezza di tre metri e una larghezza di dieci; uno spazio che ha consentito all’autore non di rappresentare la Vucciria, lo storico mercato di Palermo, ma di narrarne la storia in una serie di sapidi episodi che recavano l’impronta, in sede laica, delle medievali Storie di santi. Uno stile impostato su colori netti e su un’impronta naïve rende particolarmente godibile l’impresa di Anastasi. Luigi Prado si è mosso su un sentiero tradizionale mentre sua figlia Patrizia ha esposto due vivaci lavori di carattere espressionista.

Aldo Maria Pero

Arte Contemporanea in Laguna

Palazzo Zenobio

Sestiere Dorsoduro 2596

Venezia

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2019 22:13
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" Inaugurazione PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Ottobre 2019 10:03

Licinia Visconti, Art Director del Movimento Arte del XXI Secolo, presenta il video dell’inaugurazione della mostra ″Arte contemporanea in Laguna″ in corso di svolgimento nelle sale di Palazzo Zenobio a Venezia. Inaugurata dal Prof. Aldo Maria Pero il 6 ottobre 2019, l’esposizione proseguirà sino al 3 novembre, articolata sulle personali di Giancarlo Delmastro e di Orfeo Reda e sulla collettiva che comprende le sculture in legno di Bruno Gabrieli, i disegni di Stefania Basso e le tele di Valeria Bucefari, Angelo Conte, Fabrizio Gemma, Guglielmo Meltzeid e di Henrik Saar.

Il curatore ha illustrato gli aspetti fondamentali delle proposte di ogni artista esaminandone lo stile e i contenuti che comprendono una vasta gamma di soluzioni, alcune ispirate all’estetica classica, quella della raffinata riproposizione di moduli tradizionali aggiornati e soprattutto migliorati; altre derivanti all’estetica hegeliana che, con la teoria del genio, riconosceva come autentiche opere d’arte solo quelle assolutamente originali, lontane da ogni memoria del passato. La buona critica attuale non si schiera in termini pregiudiziali né per l’uno né per l’altro partito, ma valuta la qualità intrinseca di ogni singola opera.

Palazzo Zenobio

Sestiere Dorsoduro 2596

Venezia

La mostra è visitabile da martedì a domenica con orario dalle 10.00 alle 18.00

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2019 22:14
 
VENEZIA - PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Settembre 2019 16:46

Con la mostra Arte Contemporanea in Laguna il Movimento Arte del XXI Secolo conclude la sua presenza a Palazzo Zenobio in occasione della 58. Biennale d’Arte di Venezia.

L’esposizione, allestita da Licinia Visconti e presentata dal Prof. Aldo Maria Pero, rispettivamente Art Director e Presidente del Movimento, verrà inaugurata domenica 6 ottobre alle ore 17.00 e si concluderà il 3 novembre.

La mostra si compone di tre sezioni: le due personali di Giancarlo Delmastro e di Orfeo Reda e una collettiva cui prendono parte uno scultore e sei pittori, cinque italiani e uno inglese.

Citiamo per primo Guglielmo Meltzeid perché festeggia in questa occasione i cinquant’anni di attività che si sono dipanati in una carriera ricca di successi internazionali e notevole anche per una ragione storica, ossia la circostanza che negli anni della lotta per la supremazia mondiale fra Stati Uniti ed Unione Sovietica aveva un atelier a New York e un altro a San Pietroburgo, evidentemente tollerato dalle autorità moscovite nonostante il fatto di aver dipinto il ritratto ufficiale di Nancy Regan. Più tardi, come dimostra un quadro esposto in mostra, è passato a soggetti femminili più incantevolmente giovani. Artista dotato di grande tecnica, ritrattista delizioso e infedele, Meltzeid ama esprimersi in una dimensione iperrealista non priva di qualche celia surrealista, come ad esempio quando delinea una veduta veneziana sul coprimozzo della Ferrari o un’altra moto su quello dell’Harley-Davidso«n, piccolo particolare che giustifica il titolo della tela.

Un elemento di grande festa vanta anche Giancarlo Delmastro, il quale -citiamo i grandi- come Franz Joseph Haydn, Giuseppe Verdi e Johann Wolfgang von Goethe, in un momento straordinariamente felice, in tarda maturità, ha prodotto con irresistibile impeto le opere più importanti della sua carriera di pittore, carriera che si affianca a quella assai feconda di architetto. Parlo di straordinari slanci di un’astrazione tesa, sofferta, dinamica, volta verso l’infinito, verso le coordinate essenziali dell’universo, intuito ma posto oltre la visione. La sua astrazione, infatti, non pretende di delineare l’invisibile, ma di crearlo. Ambizione sovrana.

Qualcosa da celebrare ha anche Orfeo Reda, impegnato a Venezia in quella che è forse la più importante delle sue personali. Maestro provinciale, il calabrese Reda mostra con le sedici opere qui esposte di essere tale solo per sorte e per nascita, mentre possiede mezzi tecnici e doti di pensiero che gli meritano un’illustre collocazione su più vasti orizzonti. Per non citare i ritratti scavati dall’indagine psicologica e le figure affrante da avversi destini o colti in atteggiamenti di falsa mondanità, una grande e ammirata attenzione deve accendersi di fronte alle sue eleganti nature morte, un altissimo gioco di equilibri geometrici e di raffinato impiego del colore, al contempo mezzo e fine delle sue creazioni.

Il limiti di spazio costringono ad una maggior sobrietà le presentazioni degli altri artisti, tutti degni di grande attenzione, un’attenzione di cui godranno nelle presentazioni di sala e nel catalogo.

Stefania Basso presenta tre opere assai diverse tra di loro a dimostrazione di un talento capace di esprimersi con multiforme ingegno: un delizioso Angelo che ripropone la medievale querelle sul sesso degli angeli. Si tratta comunque di un disegno di lucida coerenza formale, mentre superbe doti tecniche caratterizzano il Giovanni Bellini Memory. Il Dono è, nella sua essenzialità un modo per cogliere lo spirito della Rinascenza e che per il disegno delle mani e per la distribuzione dello spazio ricorda forse l’Annunciata di Antonello da Messina.

Valeria Bucefari, creatrice di una pittura falsamente figurativa, presenta nelle sue due opere altrettanti esempi della sua maniera allusiva, equivoca, simbolica, ricca di segni e simboli da decifrare. Esagero, ma, modificati i tratti delle figure, questa è una rivisitazione, passata anche attraverso Magritte, di Hieronymus Bosch.

Angelo Conte, presente con cinque opere, mostra uno straordinario mondo nel quale si concentrano, in una versione originale, i risultati migliori dei grandi movimenti di ricerca del Novecento.

Unico scultore, Bruno Gabrieli, propone una produzione di cui il legno è protagonista e nella quale, secondo la tradizione delle più importanti lezioni contemporanee, il materiale non è aggredito ma assecondato sino ad ottenere dalle forme originali soluzioni ricche di significati, polite e di grande eleganza formale.

Fabrizio Gemma pone al centro della sua produzione i ritratti, realizzazioni non celebrative ma tendenti a cogliere l’intima natura dei personaggi rappresentati, come nel caso di questa sofferta Dalida.

L’inglese Hentik Saar è autore di una serie di lavori nei quali, con grande originalità, ha elaborato una sua maniera di raffigurazione e una particolare tecnica realizzativa.

Palazzo Zenobio Arte contemporanea in Laguna

 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" Slideshow PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Ottobre 2019 09:53

Il Movimento Arte del XXI Secolo ha inaugurato il 6 ottobre 2019 una mostra le cui immagini vengono qui proposte da Licinia Visconti, Art Director del Movimento.

Presentata dal Prof. Aldo Maria Pero, la mostra si articola su due personali e su una collettiva cui prendono parte Stefania Basso, Valeria Bucefari, Angelo Conte, lo scultore Bruno Gabrieli, Fabrizio Gemma, Guglielmo Meltzeid e il danese Henrik Saar. Le personali sono dedicate all’architetto romano Giancarlo Delmastro e al Maestro calabrese Orfeo Reda.

Come è stato rimarcato nel corso del vernissage, l’insieme dei partecipanti, non numeroso ma di alto profilo, come voluto dalla filosofia operativa del Movimento, ha offerto un’antologia molto interessante delle attuali rilevanze stilistiche nel campo delle arti figurative. Stefania Basso in tre opere assai diverse fra loro ha voluto mostrare come la modestia dei mezzi impiegati possa raggiungere alti profili stilistici ove sia sostenuta da rilevanti dosi di disegno e di risorse tecniche; Valeria Bucefari rinnova dalla sua provinciale Perugia quanto era avvenuto nella Rinascenza, ossia la fioritura di un importante momento artistico alternativo allora a Firenze e Venezia, oggi a Roma e Milano; Angelo Conte propone una volontà d’arte densa di forza espressionistica e di concettualità simbolica; Bruno Gabrieli dimostra come la scultura sia il risultato delle ricerca condotta dallo scalpello nelle viscere del legno con il risultato di creare figure coinvolgenti nella politezza formale del legno; Fabrizio Gemma ha lo status degli antichi ritrattisti che impiega per conferire sostanza espressiva e densità psicologica ai suoi volti; Guglielmo Meltzeid si misura con mezzi tecnici eccezionali per ottenere risultati che in un brillante iperrealismo sembrano dotati di intima vita; Henrik Saar ha portato a Venezia due singolari meditazioni sulla vita umana realizzate con rara maestria tecnica; Giancarlo Delmastro espone dieci tele che costituiscono il risultato di una febbrile estate creativa che gli ha permesso di superare limiti artistici che parevano definitivi in un sontuoso astrattismo ricco di significati ascosi; al contrario, Orfeo Reda  propone una ricca selezione di tele frutto di lunga applicazione al proprio universo ispirativo con affettuosa attenzione per lo spirito dei suoi conterranei e per la natura della sua terra.

La mostra prosegue sino al 3 novembre 2019 con orario 10.00-18.00

Palazzo Zenobio, Sestiere Dorsoduro 2596, Venezia

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Novembre 2019 22:15
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Fabio Massimo Ulivieri Video della personale "Mythography of Milan" PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Settembre 2019 17:13

Nell’ambito della 58ma Biennale d’Arte di Venezia il Movimento Arte del XXI Secolo ha allestito, a cura di Aldo Maria Pero, una personale di Fabio Massimo Ulivieri affidando l’allestimento del video all’Art Director Licinia Visconti. Non si poteva pensare a luogo migliore di Palazzo Zenobio per esporre la sua produzione. Le antiche sale della sontuosa dimora veneziana si sono aperte alla poesia della storia che spirava dalle tele che con mesti accenti rievocavano il passato di Milano.

Con mano sobria il maestro milanese ha tracciato il ricordo di alcuni dei monumenti più significativi di Milano: il Castello Sforzesco, il Duomo, la Ca’ Granda e il leonardesco Cenacolo. Lungi da qualsiasi cedimento al vedutismo, Ulivieri ha risolto il proprio assunto ricorrendo ad una soluzione personalissima, quella di tracciare sulle tele brani simbolico-descrittivi di particolari delle varie memorie storiche rievocate. Ognuno di tali particolari ha il còmpito di sollecitare il ricordo e l’intelligenza del riguardante cui l’artista ha delegato il compito di una partecipazione attiva, quella di partire dal simbolo, dal suggerimento, per ricostruire nella propria mente l’intero Castello o il Duomo e così via.

Tale modo di dipingere, a spatola o a pennello, disteso sul supporto o densamente materico, ricorre a colori di tenue pastello, appunto le nuances cromatiche dei sogni, destinati a farsi vive nella mente degli spettatori, chiamati ad essere entità partecipi di una missione artistica, quella di provocare la ″resurrezione″ dei monumenti evocati. Di qui i titoli: Resurrezione del Castello, Resurrezione del Duomo, ecc. 

In questi termini Ulivieri ha realizzato un miracolo della memoria, dell’arte e della fede.

Aldo Maria Pero, Settembre 2019

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Settembre 2019 15:20
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Allestimento della "Rassegna d'arte contemporanea" 6 - 26 luglio 2019 PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Settembre 2019 17:57

Licinia Visconti documenta in questo video la ″Rassegna d’Arte Contemporanea” che il Movimento Arte del XXI ha tenuto tra il 6 e il 26 luglio 2019 in Palazzo Zenobio nel quadro della 58ma Biennale d’Arte di Venezia. Curata dal Presidente del Movimento, il Prof. Aldo Maria Pero, alla collettiva hanno preso parte trentatre pittori e fotografi provenienti da ogni parte d’Italia.

In fase di presentazione il curatore si è soffermato sulle caratteristiche tecniche e contenutistiche di ogni partecipante; a sua volta l’Art Director ha seguito la stessa impronta e ha indagato le singole opere, spesso indugiando sui loro particolari. Si tratta, insomma, di una vera e propria passeggiata virtuale e, se mi è consentito dirlo, virtuosa che percorre l’una dopo l’altra tutte le sale in una epifania di bellezza.

Guardando queste immagini ritorna alla mente quel che scrisse Johann Wolfgang von Goethe in una pagina del suo ″Viaggio in Italia″: «Né l’amore, che può venir meno; né la ricchezza, che è algida e priva di sentimento, valgono l’arte, che vive di eterno e sublime splendore anche quando ne restino solo le rovine». Sarà il caso di precisare che il grande poeta tedesco dettò queste parole contemplando i resti della Roma imperiale.

La considerazione vale anche per l’odierno visitatore della mostra, che il video guiderà dal tramontato lustro di Palazzo Zenobio, illustre testimonianza della gloria e degli splendori della Serenissima, sino a condurlo di fronte alle immagini della sensibilità artistica contemporanea. Trecento anni di storia uniti dalla capacità di sintesi che costituisce un’altra virtù dell’arte, poiché tutto ciò che costituisce il dominio dello spirito è sempre contemporaneo

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Settembre 2019 17:22
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO Personale di Fabio Massimo Ulivieri "Mytography of Milan" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Agosto 2019 14:35

Il Movimento Arte del XXI Secolo dopo qualche marginale presenza a Venezia è finalmente approdato alla Serenissima per organizzare nel quadro della 58. Biennale d’Arte un doppio evento, costituito dalla personale del milanese Fabio Massimo Ulivieri e da una collettiva che ha coinvolto trentatre artisti giunta sulla Laguna da ogni parte d’Italia.

La personale di Ulivieri, Mithography of Milan, comprendeva sedici opere, due delle quali di grandi dimensioni, è stata allestita in due sale contigue, una delle quali con pareti a fondo scuro per esaltare il loro bianco purissimo che nella sua matericità ha reso esplicito il pensiero di fondo che ha guidato la mano dell’artista nella loro esecuzione.

Il modus operandi del pittore lombardo costituisce un unicum non riducibile ad una scuola o a una maniera. Volendo tentare una definizione, potremmo azzardare che si tratta di un minimalismo figurativo a carattere simbolico. Assunti come temi di interesse le reliquie storiche di Milano –il Castello visconteo, il Duomo, la Ca’ Granda, la leonardesca Ultima cena- rispettivamente il centro del potere, il luogo della fede, il sito della carità essendo stata la Ca’ Granda un ospedale, e la quintessenza dell’arte rappresentata dall’opera più importante del maggior genio italico, il pittore ha anticipato i tempi di ciò che oggi va tanto di moda, ossia il dialogo fra elementi spesso casualmente giustapposti. Ma lo ha fatto con inusitata intelligenza, ossia chiedendo allo spettatore di operare con una fantasia sorretta dalla cultura e dalla conoscenza storica per partire da un particolare espresso sulla tela per ricostruire mentalmente il tutto compiendo in tal modo un emozionante viaggio attraverso i secoli. In questi termini Ulivieri può a buon diritto pretendere di aver provveduto alla ″Resurrezione″ degli edifici che hanno attirato il suo interesse umano ed artistico.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Agosto 2019 14:49
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Prima Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 13:45

Il Movimento Arte del XXI Secolo ha iniziato la sua attività a Venezia in occasione della 58. Biennale d’Arte con una doppia esposizione, una personale e una collettiva, a Ca’ Zenobio degli Armeni dal 6 al 26 luglio 2019. La personale era dedicata a Fabio Massimo Ulivieri, mentre la collettiva riuniva le opere di trentatre artisti provenienti da tutta la penisola, dalla Liguria alla Calabria.

Nello slideshow preparato da Licinia Visconti, Art Director del Movimento, utilizzando le proprie fotografie, vengono dapprima presentate la facciata e le sale del palazzo e successivamente la sequenza  delle opere degli artisti esposti nella prima delle quattro sale loro dedicate. Ricordiamo Annamaria Adessi, autrice di una composizione che stigmatizzava l’eterna avidità umana; Emanuele Costantini che ha dato vita ad un’installazione con Lina Zenere a celebrazione dell’acqua quale essenziale elemento di vita; la giovane romana Margherita Giordano cui si deve un pensoso e suadente volto femminile; Giampaolo Spedicato che ha ripercorso i sentieri dei pittori orientalisti per proporre una intensa scena esotica; Kara, nome d’arte di Carla Gallato, che ha donato alla sala il tocco di uno squisito japonisme; Valeriano Lessio, raffinato interprete di una mirabile invenzione astratta; Beniamino Giannini che presentava tre opere, una delle quali di straordinario interesse in quanto vigorosa riproposta di un particolare dalla ″Allegoria del trionfo di Venere″ dovuta ad Agnolo Bronzino, che l’aveva ripresa da un Michelangelo che si era a sua volta rifatto a Leonardo da Vinci in un vero e proprio excursus nella pittura tardorinascimentale; Luisella Parisi, che ha saputo offrire con la sua affascinante sconosciuta l’immagine di una Venezia carnascialesca e al tempo stesso misteriosa; e infine Giuseppe Piacenza, un limpido occhio rivolto al futuro con le sue tre eleganti astronavi, tracciate con mano sicura in una gioia di colori luminosi.

Le foto d’insieme sono buone testimoni della gradevolezza di pareti illustrate da simili splendidi lavori nei quali si sono fusi perfettamente i doni dell’invenzione, la pregevolezza dello stile e lo splendore cromatico.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Agosto 2019 13:51
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Seconda Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 13:35

Nel quadro della mostra collettiva organizzata dal Movimento Arte del XXI Secolo a Ca’ Zenobio degli Armeni nell’àmbito della 58. Biennale d’Arte di Venezia e svoltasi dal 6 al 26 luglio 2019, le opere dei trentatre artisti partecipanti sono state distribuite in quattro sale. In questo secondo slideshow, Licinia Visconti, Art Director del Movimento, ha utilizzato le proprie foto per fornire una completa documentazione dei lavori esposti nella seconda sala. Qui hanno partecipato, in ordine alfabetico, Gian Luigi Castelli con un’opera in difficile equilibrio tra l’amenità grafica e la densità dei contenuti; Franco Crocco, che ha presentato una tela nella quale erano concentrate alcune delle soluzioni all’avanguardia in anni appena trascorsi; Corrado De Benedictis, autore di una tela intensa e risentita, legata ad un evidente sentire espressionistico; Silvia Enriconi, cui si deve un raffinato lavoro che aggiornava un certo sentire morandiano con brillanti soluzioni compositive e di grande smalto cromatico; Mirella Ghersi ha portato un’invenzione di grande eleganza che è parsa ispirata a soluzioni dadaiste; Maria Teresa Guala ha recato una tela impostata sulla maestria e la vivacità del segno; Maria Rossella Rossi Forza ha giocato sul contrasto cromatico disteso su un’ampia superficie per esprimere un risentito concetto astratto; nei suoi tre lavori Luciano Tonello ha illustrato altrettanti aspetti del suo animo e delle proprie fonti ispirative.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Settembre 2019 18:03
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Terza Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 12:36

Nella mostra collettiva che il Movimento Arte del XXI Secolo ha organizzato dal 6 al 26 luglio 2019, nel corso della 58. Biennale d’Arte di Venezia, occupando quattro sale di Ca’ Zenobio degli Armeni, l’Art Director Licinia Visconti ha scattato centinaia di fotografie che ora in parte propone all’attenzione degli artisti partecipi della manifestazione e degli appassionati d’arte in altrettanti slideshow, ognuno dedicato ad una sala.

Nella terza hanno esposto, in ordine alfabetico, Fabio Castagna che ha illustrato con spirito geometrico una spazialità che sarebbe piaciuta a Piero della Francesca, una creazione volumetrica divisa in quattro settori che illustravano il difficile rapporto fra il cittadino e la città; Michele Coccioli ha presentato una installazione in tre atti di suadente illusionismo fotografico; Vanni de’ Conti, fotografo di lunga carriera, ha colto in termini fascinosi il bel volto di una ragazza; Ivano Gonzo, ad onta del suo astrattivo, ha saputo illustrare il fascino silente dei grandi spazi naturali; Valeria Gubbati ha affidato ad uno dei suoi angeli, un angelo che non sarebbe piaciuto al Beato Angelico, il senso di una vita impostato su criteri di intensa spiritualità; Maruska Sessa ha dipinto con spirito d’antan una scena di dolce intimità fanciullesca; la giovane Sophia Zaccaron si è dedicata con grande impegno e mano felice ad una tela di grandi doti decorative.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Settembre 2019 18:03
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Quarta Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 12:17

Durante la mostra collettiva che il Movimento Arte del XXI Secolo ha allestito nelle sale di Ca’ Zenobio degli Armeni tra il 6 e il 26 luglio 2019 nel corso della 58. Biennale d’Arte di Venezia, Licinia Visconti ha scattato numerose foto che ripropone in questi Slideshow dedicati alla grande manifestazione che ha coinvolto decine di artisti.

Nella quarta sala hanno esposto, in ordine alfabetico, Stefania Basso, che con tre opere ha mostrato la sua classe di artista elegante e pensosa; Milvia Bortoluzzi ha presentato una tela che evoca infiniti e divini silenzi. Si tratta di un’opera che ho presentato in altre occasioni e che ora saluto perché ha abbandonato Venezia per finire in una collezione privata; Nicoletta Conio, autrice di un lavoro astratto nel quale la sapienza distributiva delle masse si coniuga con un accurato impiego dei colori; Rosalia Costanza ha dipinto il pappagallo che salutò Cristoforo Colombo al suo primo approdo nelle Indie Occidentali, o almeno così è affascinante pensare data la sua straordinaria freschezza; Luca Luciano è autore di un divertissement di rare doti di fantasia e di pienezza realizzativa; Denise Mingardi ha offerto un’opera di estrema sobrietà destinata a sollecitare le coscienza a proposito della condizione femminile; Marialuisa Sabato ha regalato il giardino incantato della seduzione femminile immersa in un lussureggiante contorno floreale; Gino Mario Sambucco ha inseguito in alta montagna i fantasmi delle leggende popolari e ha recato a Venezia una foto di notevole capacità d’incantamento.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Agosto 2019 12:33
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Succ. > Fine >>

Pagina 2 di 6

Problemi di visualizzazione su Smartphone e Tablet

Per visualizzare correttamente il sito da Smartphone e Tablet è sufficiente installare l'app gratuita Puffin Web Browser Free. Clicca qui

Puoi trovarla anche su Play Store se utilizzi Android o su Apple Store se utilizzi iOS

Facebook
Siamo su Youtube
Concorsi Online
Siamo su Vimeo
Inserzioni Online