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VENEZIA - PALAZZO ZENOBIO "Arte contemporanea in Laguna" PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Settembre 2019 16:46

Con la mostra Arte Contemporanea in Laguna il Movimento Arte del XXI Secolo conclude la sua presenza a Palazzo Zenobio in occasione della 58. Biennale d’Arte di Venezia.

L’esposizione, allestita da Licinia Visconti e presentata dal Prof. Aldo Maria Pero, rispettivamente Art Director e Presidente del Movimento, verrà inaugurata domenica 6 ottobre alle ore 17.00 e si concluderà il 3 novembre.

La mostra si compone di tre sezioni: le due personali di Giancarlo Delmastro e di Orfeo Reda e una collettiva cui prendono parte uno scultore e sei pittori, cinque italiani e uno inglese.

Citiamo per primo Guglielmo Meltzeid perché festeggia in questa occasione i cinquant’anni di attività che si sono dipanati in una carriera ricca di successi internazionali e notevole anche per una ragione storica, ossia la circostanza che negli anni della lotta per la supremazia mondiale fra Stati Uniti ed Unione Sovietica aveva un atelier a New York e un altro a San Pietroburgo, evidentemente tollerato dalle autorità moscovite nonostante il fatto di aver dipinto il ritratto ufficiale di Nancy Regan. Più tardi, come dimostra un quadro esposto in mostra, è passato a soggetti femminili più incantevolmente giovani. Artista dotato di grande tecnica, ritrattista delizioso e infedele, Meltzeid ama esprimersi in una dimensione iperrealista non priva di qualche celia surrealista, come ad esempio quando delinea una veduta veneziana sul coprimozzo della Ferrari o un’altra moto su quello dell’Harley-Davidso«n, piccolo particolare che giustifica il titolo della tela.

Un elemento di grande festa vanta anche Giancarlo Delmastro, il quale -citiamo i grandi- come Franz Joseph Haydn, Giuseppe Verdi e Johann Wolfgang von Goethe, in un momento straordinariamente felice, in tarda maturità, ha prodotto con irresistibile impeto le opere più importanti della sua carriera di pittore, carriera che si affianca a quella assai feconda di architetto. Parlo di straordinari slanci di un’astrazione tesa, sofferta, dinamica, volta verso l’infinito, verso le coordinate essenziali dell’universo, intuito ma posto oltre la visione. La sua astrazione, infatti, non pretende di delineare l’invisibile, ma di crearlo. Ambizione sovrana.

Qualcosa da celebrare ha anche Orfeo Reda, impegnato a Venezia in quella che è forse la più importante delle sue personali. Maestro provinciale, il calabrese Reda mostra con le sedici opere qui esposte di essere tale solo per sorte e per nascita, mentre possiede mezzi tecnici e doti di pensiero che gli meritano un’illustre collocazione su più vasti orizzonti. Per non citare i ritratti scavati dall’indagine psicologica e le figure affrante da avversi destini o colti in atteggiamenti di falsa mondanità, una grande e ammirata attenzione deve accendersi di fronte alle sue eleganti nature morte, un altissimo gioco di equilibri geometrici e di raffinato impiego del colore, al contempo mezzo e fine delle sue creazioni.

Il limiti di spazio costringono ad una maggior sobrietà le presentazioni degli altri artisti, tutti degni di grande attenzione, un’attenzione di cui godranno nelle presentazioni di sala e nel catalogo.

Stefania Basso presenta tre opere assai diverse tra di loro a dimostrazione di un talento capace di esprimersi con multiforme ingegno: un delizioso Angelo che ripropone la medievale querelle sul sesso degli angeli. Si tratta comunque di un disegno di lucida coerenza formale, mentre superbe doti tecniche caratterizzano il Giovanni Bellini Memory. Il Dono è, nella sua essenzialità un modo per cogliere lo spirito della Rinascenza e che per il disegno delle mani e per la distribuzione dello spazio ricorda forse l’Annunciata di Antonello da Messina.

Valeria Bucefari, creatrice di una pittura falsamente figurativa, presenta nelle sue due opere altrettanti esempi della sua maniera allusiva, equivoca, simbolica, ricca di segni e simboli da decifrare. Esagero, ma, modificati i tratti delle figure, questa è una rivisitazione, passata anche attraverso Magritte, di Hieronymus Bosch.

Angelo Conte, presente con cinque opere, mostra uno straordinario mondo nel quale si concentrano, in una versione originale, i risultati migliori dei grandi movimenti di ricerca del Novecento.

Unico scultore, Bruno Gabrieli, propone una produzione di cui il legno è protagonista e nella quale, secondo la tradizione delle più importanti lezioni contemporanee, il materiale non è aggredito ma assecondato sino ad ottenere dalle forme originali soluzioni ricche di significati, polite e di grande eleganza formale.

Fabrizio Gemma pone al centro della sua produzione i ritratti, realizzazioni non celebrative ma tendenti a cogliere l’intima natura dei personaggi rappresentati, come nel caso di questa sofferta Dalida.

L’inglese Hentik Saar è autore di una serie di lavori nei quali, con grande originalità, ha elaborato una sua maniera di raffigurazione e una particolare tecnica realizzativa.

Palazzo Zenobio Arte contemporanea in Laguna

 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Personale di Giancarlo Delmastro "Fantasie nell'etere" PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Settembre 2019 16:38

Il Movimento Arte del XXI Secolo, nell’ambito della 58. Biennale d’Arte di Venezia, dedica a Giancarlo Delmastro, architetto di chiara fama, una mostra personale, allestita da Licinia Visconti. La mostra verrà inaugurata domenica 6 ottobre 2019 alle ore 17.00 con la presentazione del Prof. Aldo Maria Pero.

Il Maestro romano ha cominciato ad esporre nel 2002 ed ha rapidamente scalato la china della notorietà anche come pittore applicando un senso di equilibrio che, se gli deriva dal retaggio professionale, possiede un vero e proprio carattere rabdomantico nella istintiva ricerca di momenti dialettici che investono le successive invenzioni dettate, con qualche sosta seguita da formidabili riprese, dalle risorse di una fantasia accesa e magnanima che lo ha tratto via via da forme di espressionismo astratto all’astrazione pura.

Le dieci opere di questa personale, non particolarmente ricca di tele ma assai densa di contenuti, sono appunto il frutto dell’ultima di tali resurrezioni, create di getto, in uno sforzo unitario passato dall’uno all’altro lavoro, nel corso di questa estate, che la memoria riconduce agli analoghi mesi del 1907 trascorsi quasi in trance da Rainer Maria Rilke che, visitata la grande retrospettiva dedicata in febbraio a Paul Cézanne, scrisse di essere stato sconvolto dalla retrospettiva, che definì lo stimolo di una nuova generazione di artisti, primo fra tutti lui stesso che lavorò per mesi in uno stato di febbrile eccitazione.

Basta guardare anche distrattamente le tele di Delmastro per comprendere che anche lui, come Rilke, ha attraversato una stagione di creatività febbrile, il che impedisce di riservare uno sguardo distratto al suo lavoro, che costituisce, uso un termine plebeo, una mazzata per chiunque lo guardi, anche se ignaro del concetto fondamentale che lo sottende, la volontà di rappresentare in linee e colori la curvatura fondamentale dell’universo secondo l’intuizione di Albert Einstein e come risultato delle titaniche energie prodotte dai buchi neri.

Nelle tele del Maestro romano non ci sono buchi neri, ma la palpitante, dinamica, prorompente energia delle linee curve che s’intersecano e si dilatano con un’energia che si proietta oltre i margini dei quadri, troppo esigui per contenere tanta cosmica vitalità.

Sede: Palazzo Zenobio – Sestiere Dorsoduro 2596 – Venezia

La mostra si concluderà il 3 novembre e sarà visitabile da martedì a domenica, ore 10.00-18.00

Venezia Palazzo Zenobio Giancarlo Delmastro

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Settembre 2019 16:44
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Personale "Orfeo Reda Opere" PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Settembre 2019 15:36

Da domenica 6 ottobre 2019 con inaugurazione ufficiale alle ore 17.00, nel quadro della sua presenza nel veneziano Palazzo Zenobio, in occasione della 58ma Biennale d’Arte di Venezia, il Movimento Arte del XXI Secolo presenta la mostra personale di Orfeo Reda, un maestro della gloriosa città calabrese di Amantea, un centro in provincia di Cosenza. Amantea è una piccola urbs tardoromana, bizantina, araba, normanna, sveva, angioina, aragonese, spagnola. Il suo castello, formidabile piazzaforte di tutti i potentati locali, oggi purtroppo in rovina, ferito da due terremoti e quasi distrutto dalle truppe napoleoniche all’inizio dell’Ottocento, è stato testimone per più di mille anni di tutta la storia dell’Italia meridionale.

La vasta e multiforme opera del Maestro Reda è invece la viva e sofferta testimonianza dei problemi sociali della sua terra, anche se il suo lavoro, ricco di temi e di soggetti, ha illustrato non solo certe mestizie calabresi ma ha anche dato vita con vivacità di spunti e di scelte cromatiche a nature morte che a buon diritto si innervano nella miglior tradizione novecentesca del genere. Non mancano tributi diretti alla sua regione con ampi scorci paesaggistici caratterizzati da una resa scabra ed intensa. Altrettanto importante è la produzione di ritratti, che raramente indugiano sull’immobilità del personaggio dipinto, ma lo colgono nel gesto e più ancora in varie disposizioni d’animo, qualche volta in un atteggiamento di resa a forze soverchianti. Non mancano per contro bozzetti mondani, con visioni di bagnanti colte non senza un piccolo moto di ironia. Nel complesso, la pittura di un saggio che tutto ha visto e compreso e si rende testimone non solo dei propri pensieri ma di una più vasta e complessa stagione storica.

La mostra proseguirà sino al 3 novembre 2019 con orario da martedì a domenica, ore 10.00-18.00.

Venezia Palazzo Zenobio Orfeo Reda

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Settembre 2019 16:37
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Fabio Massimo Ulivieri Video della personale "Mythography of Milan" PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Settembre 2019 17:13

Nell’ambito della 58ma Biennale d’Arte di Venezia il Movimento Arte del XXI Secolo ha allestito, a cura di Aldo Maria Pero, una personale di Fabio Massimo Ulivieri affidando l’allestimento del video all’Art Director Licinia Visconti. Non si poteva pensare a luogo migliore di Palazzo Zenobio per esporre la sua produzione. Le antiche sale della sontuosa dimora veneziana si sono aperte alla poesia della storia che spirava dalle tele che con mesti accenti rievocavano il passato di Milano.

Con mano sobria il maestro milanese ha tracciato il ricordo di alcuni dei monumenti più significativi di Milano: il Castello Sforzesco, il Duomo, la Ca’ Granda e il leonardesco Cenacolo. Lungi da qualsiasi cedimento al vedutismo, Ulivieri ha risolto il proprio assunto ricorrendo ad una soluzione personalissima, quella di tracciare sulle tele brani simbolico-descrittivi di particolari delle varie memorie storiche rievocate. Ognuno di tali particolari ha il còmpito di sollecitare il ricordo e l’intelligenza del riguardante cui l’artista ha delegato il compito di una partecipazione attiva, quella di partire dal simbolo, dal suggerimento, per ricostruire nella propria mente l’intero Castello o il Duomo e così via.

Tale modo di dipingere, a spatola o a pennello, disteso sul supporto o densamente materico, ricorre a colori di tenue pastello, appunto le nuances cromatiche dei sogni, destinati a farsi vive nella mente degli spettatori, chiamati ad essere entità partecipi di una missione artistica, quella di provocare la ″resurrezione″ dei monumenti evocati. Di qui i titoli: Resurrezione del Castello, Resurrezione del Duomo, ecc. 

In questi termini Ulivieri ha realizzato un miracolo della memoria, dell’arte e della fede.

Aldo Maria Pero, Settembre 2019

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Settembre 2019 15:20
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - Allestimento della "Rassegna d'arte contemporanea" 6 - 26 luglio 2019 PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Settembre 2019 17:57

Licinia Visconti documenta in questo video la ″Rassegna d’Arte Contemporanea” che il Movimento Arte del XXI ha tenuto tra il 6 e il 26 luglio 2019 in Palazzo Zenobio nel quadro della 58ma Biennale d’Arte di Venezia. Curata dal Presidente del Movimento, il Prof. Aldo Maria Pero, alla collettiva hanno preso parte trentatre pittori e fotografi provenienti da ogni parte d’Italia.

In fase di presentazione il curatore si è soffermato sulle caratteristiche tecniche e contenutistiche di ogni partecipante; a sua volta l’Art Director ha seguito la stessa impronta e ha indagato le singole opere, spesso indugiando sui loro particolari. Si tratta, insomma, di una vera e propria passeggiata virtuale e, se mi è consentito dirlo, virtuosa che percorre l’una dopo l’altra tutte le sale in una epifania di bellezza.

Guardando queste immagini ritorna alla mente quel che scrisse Johann Wolfgang von Goethe in una pagina del suo ″Viaggio in Italia″: «Né l’amore, che può venir meno; né la ricchezza, che è algida e priva di sentimento, valgono l’arte, che vive di eterno e sublime splendore anche quando ne restino solo le rovine». Sarà il caso di precisare che il grande poeta tedesco dettò queste parole contemplando i resti della Roma imperiale.

La considerazione vale anche per l’odierno visitatore della mostra, che il video guiderà dal tramontato lustro di Palazzo Zenobio, illustre testimonianza della gloria e degli splendori della Serenissima, sino a condurlo di fronte alle immagini della sensibilità artistica contemporanea. Trecento anni di storia uniti dalla capacità di sintesi che costituisce un’altra virtù dell’arte, poiché tutto ciò che costituisce il dominio dello spirito è sempre contemporaneo

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Settembre 2019 17:22
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO Personale di Fabio Massimo Ulivieri "Mytography of Milan" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Agosto 2019 14:35

Il Movimento Arte del XXI Secolo dopo qualche marginale presenza a Venezia è finalmente approdato alla Serenissima per organizzare nel quadro della 58. Biennale d’Arte un doppio evento, costituito dalla personale del milanese Fabio Massimo Ulivieri e da una collettiva che ha coinvolto trentatre artisti giunta sulla Laguna da ogni parte d’Italia.

La personale di Ulivieri, Mithography of Milan, comprendeva sedici opere, due delle quali di grandi dimensioni, è stata allestita in due sale contigue, una delle quali con pareti a fondo scuro per esaltare il loro bianco purissimo che nella sua matericità ha reso esplicito il pensiero di fondo che ha guidato la mano dell’artista nella loro esecuzione.

Il modus operandi del pittore lombardo costituisce un unicum non riducibile ad una scuola o a una maniera. Volendo tentare una definizione, potremmo azzardare che si tratta di un minimalismo figurativo a carattere simbolico. Assunti come temi di interesse le reliquie storiche di Milano –il Castello visconteo, il Duomo, la Ca’ Granda, la leonardesca Ultima cena- rispettivamente il centro del potere, il luogo della fede, il sito della carità essendo stata la Ca’ Granda un ospedale, e la quintessenza dell’arte rappresentata dall’opera più importante del maggior genio italico, il pittore ha anticipato i tempi di ciò che oggi va tanto di moda, ossia il dialogo fra elementi spesso casualmente giustapposti. Ma lo ha fatto con inusitata intelligenza, ossia chiedendo allo spettatore di operare con una fantasia sorretta dalla cultura e dalla conoscenza storica per partire da un particolare espresso sulla tela per ricostruire mentalmente il tutto compiendo in tal modo un emozionante viaggio attraverso i secoli. In questi termini Ulivieri può a buon diritto pretendere di aver provveduto alla ″Resurrezione″ degli edifici che hanno attirato il suo interesse umano ed artistico.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Agosto 2019 14:49
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Prima Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 13:45

Il Movimento Arte del XXI Secolo ha iniziato la sua attività a Venezia in occasione della 58. Biennale d’Arte con una doppia esposizione, una personale e una collettiva, a Ca’ Zenobio degli Armeni dal 6 al 26 luglio 2019. La personale era dedicata a Fabio Massimo Ulivieri, mentre la collettiva riuniva le opere di trentatre artisti provenienti da tutta la penisola, dalla Liguria alla Calabria.

Nello slideshow preparato da Licinia Visconti, Art Director del Movimento, utilizzando le proprie fotografie, vengono dapprima presentate la facciata e le sale del palazzo e successivamente la sequenza  delle opere degli artisti esposti nella prima delle quattro sale loro dedicate. Ricordiamo Annamaria Adessi, autrice di una composizione che stigmatizzava l’eterna avidità umana; Emanuele Costantini che ha dato vita ad un’installazione con Lina Zenere a celebrazione dell’acqua quale essenziale elemento di vita; la giovane romana Margherita Giordano cui si deve un pensoso e suadente volto femminile; Giampaolo Spedicato che ha ripercorso i sentieri dei pittori orientalisti per proporre una intensa scena esotica; Kara, nome d’arte di Carla Gallato, che ha donato alla sala il tocco di uno squisito japonisme; Valeriano Lessio, raffinato interprete di una mirabile invenzione astratta; Beniamino Giannini che presentava tre opere, una delle quali di straordinario interesse in quanto vigorosa riproposta di un particolare dalla ″Allegoria del trionfo di Venere″ dovuta ad Agnolo Bronzino, che l’aveva ripresa da un Michelangelo che si era a sua volta rifatto a Leonardo da Vinci in un vero e proprio excursus nella pittura tardorinascimentale; Luisella Parisi, che ha saputo offrire con la sua affascinante sconosciuta l’immagine di una Venezia carnascialesca e al tempo stesso misteriosa; e infine Giuseppe Piacenza, un limpido occhio rivolto al futuro con le sue tre eleganti astronavi, tracciate con mano sicura in una gioia di colori luminosi.

Le foto d’insieme sono buone testimoni della gradevolezza di pareti illustrate da simili splendidi lavori nei quali si sono fusi perfettamente i doni dell’invenzione, la pregevolezza dello stile e lo splendore cromatico.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Agosto 2019 13:51
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Seconda Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 13:35

Nel quadro della mostra collettiva organizzata dal Movimento Arte del XXI Secolo a Ca’ Zenobio degli Armeni nell’àmbito della 58. Biennale d’Arte di Venezia e svoltasi dal 6 al 26 luglio 2019, le opere dei trentatre artisti partecipanti sono state distribuite in quattro sale. In questo secondo slideshow, Licinia Visconti, Art Director del Movimento, ha utilizzato le proprie foto per fornire una completa documentazione dei lavori esposti nella seconda sala. Qui hanno partecipato, in ordine alfabetico, Gian Luigi Castelli con un’opera in difficile equilibrio tra l’amenità grafica e la densità dei contenuti; Franco Crocco, che ha presentato una tela nella quale erano concentrate alcune delle soluzioni all’avanguardia in anni appena trascorsi; Corrado De Benedictis, autore di una tela intensa e risentita, legata ad un evidente sentire espressionistico; Silvia Enriconi, cui si deve un raffinato lavoro che aggiornava un certo sentire morandiano con brillanti soluzioni compositive e di grande smalto cromatico; Mirella Ghersi ha portato un’invenzione di grande eleganza che è parsa ispirata a soluzioni dadaiste; Maria Teresa Guala ha recato una tela impostata sulla maestria e la vivacità del segno; Maria Rossella Rossi Forza ha giocato sul contrasto cromatico disteso su un’ampia superficie per esprimere un risentito concetto astratto; nei suoi tre lavori Luciano Tonello ha illustrato altrettanti aspetti del suo animo e delle proprie fonti ispirative.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Settembre 2019 18:03
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Terza Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 12:36

Nella mostra collettiva che il Movimento Arte del XXI Secolo ha organizzato dal 6 al 26 luglio 2019, nel corso della 58. Biennale d’Arte di Venezia, occupando quattro sale di Ca’ Zenobio degli Armeni, l’Art Director Licinia Visconti ha scattato centinaia di fotografie che ora in parte propone all’attenzione degli artisti partecipi della manifestazione e degli appassionati d’arte in altrettanti slideshow, ognuno dedicato ad una sala.

Nella terza hanno esposto, in ordine alfabetico, Fabio Castagna che ha illustrato con spirito geometrico una spazialità che sarebbe piaciuta a Piero della Francesca, una creazione volumetrica divisa in quattro settori che illustravano il difficile rapporto fra il cittadino e la città; Michele Coccioli ha presentato una installazione in tre atti di suadente illusionismo fotografico; Vanni de’ Conti, fotografo di lunga carriera, ha colto in termini fascinosi il bel volto di una ragazza; Ivano Gonzo, ad onta del suo astrattivo, ha saputo illustrare il fascino silente dei grandi spazi naturali; Valeria Gubbati ha affidato ad uno dei suoi angeli, un angelo che non sarebbe piaciuto al Beato Angelico, il senso di una vita impostato su criteri di intensa spiritualità; Maruska Sessa ha dipinto con spirito d’antan una scena di dolce intimità fanciullesca; la giovane Sophia Zaccaron si è dedicata con grande impegno e mano felice ad una tela di grandi doti decorative.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Settembre 2019 18:03
 
VENEZIA PALAZZO ZENOBIO - "Rassegna d'arte contemporanea" Quarta Sala PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Agosto 2019 12:17

Durante la mostra collettiva che il Movimento Arte del XXI Secolo ha allestito nelle sale di Ca’ Zenobio degli Armeni tra il 6 e il 26 luglio 2019 nel corso della 58. Biennale d’Arte di Venezia, Licinia Visconti ha scattato numerose foto che ripropone in questi Slideshow dedicati alla grande manifestazione che ha coinvolto decine di artisti.

Nella quarta sala hanno esposto, in ordine alfabetico, Stefania Basso, che con tre opere ha mostrato la sua classe di artista elegante e pensosa; Milvia Bortoluzzi ha presentato una tela che evoca infiniti e divini silenzi. Si tratta di un’opera che ho presentato in altre occasioni e che ora saluto perché ha abbandonato Venezia per finire in una collezione privata; Nicoletta Conio, autrice di un lavoro astratto nel quale la sapienza distributiva delle masse si coniuga con un accurato impiego dei colori; Rosalia Costanza ha dipinto il pappagallo che salutò Cristoforo Colombo al suo primo approdo nelle Indie Occidentali, o almeno così è affascinante pensare data la sua straordinaria freschezza; Luca Luciano è autore di un divertissement di rare doti di fantasia e di pienezza realizzativa; Denise Mingardi ha offerto un’opera di estrema sobrietà destinata a sollecitare le coscienza a proposito della condizione femminile; Marialuisa Sabato ha regalato il giardino incantato della seduzione femminile immersa in un lussureggiante contorno floreale; Gino Mario Sambucco ha inseguito in alta montagna i fantasmi delle leggende popolari e ha recato a Venezia una foto di notevole capacità d’incantamento.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Agosto 2019 12:33
 
Venezia - Palazzo Zenobio - Inaugurazione della "Rassegna d'arte contemporanea" 6 luglio 2019 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Luglio 2019 10:59

Licinia Visconti ed io siamo stati a lungo incerti sull’opportunità di pubblicare questo video realizzato durante l’inaugurazione della Rassegna di Arte Contemporanea da noi organizzata nelle sale di Palazzo Zenobio a Venezia il 6 luglio 2019. Le nostre perplessità nascevano dalla sua scarsa qualità, ben lontana dai nostri abituali standard qualitativi. La ripresa è stata infatti turbata da molesti rumori prodotti da altre contemporanee attività.

Io stesso, se è vero che ho parlato di tutti gli espositori chiedendo addirittura a qualcuno di intervenire direttamente, non ho assolto a dovere il mio compito, innervosito dalle continue intromissioni.

Nonostante la sua modesta qualità, abbiamo infine vinto i nostri dubbi e deciso di mettere in rete il video per rispetto degli artisti intervenuti e perché esso costituisce comunque la memoria di un evento importante.

Aldo Maria Pero

 

La personale di Fabio Massimo Ulivieri e la collettiva di altri trentatre pittori prosegue sino al 26 luglio 2019 con orario da martedì a domenica, ore 10.00-18.00

Palazzo Zenobio

Sestiere Dorsoduro 2596

30123 Venezia

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Luglio 2019 11:16
 
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