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"Il trionfo del colore" Galleria Arianna Sartori Mantova dicembre 2019 PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Agosto 2020 22:45

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Per celebrare il proprio esordio espositivo nella Galleria Arianna Sartori di Mantova, una delle non molte Gallerie italiane di tradizione, dal 7 al 23 dicembre 2019 il Movimento Arte del XXI Secolo ha organizzato in contemporanea una doppia manifestazione costituita dalla personale di un raffinato pittore parmense, Silvio Franzini, e da una collettiva riservata a sette artisti, uno scultore, il valdostano Bruno Gabrieli, e sei pittori di singolari virtù artistiche: il severo espressionismo della mantovana Franca Bandera che descrive aspetti tragici della condizione umana, il geometrismo concettuale del cremasco Alberto Besson, l’eleganza formale della veneta Milvia Bortoluzzi, la varietà di accenti che informa il mondo ideale di Eleonora Brianese, il cupo simbolismo del parmense Angelo Conte, il magistero di Gabrieli che nel legno, nella pietra e nel bronzo da anni imprime il segno di uno dei maggiori scultori italiani e il sagace impiego di una profonda conoscenza della cultura classica che informa la ricerca del mantovano Gianguido Pastorello.

L’esposizione e stata curata dal Prof. Aldo Maria Pero, mentre Licinia Visconti, Art Director del Movimento, ne ha allestito il Catalogo.

 
Giancarlo Delmastro "Fantasie nell'etere" Palazzo Zenobio - 2019 58ma Biennale di Venezia PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Luglio 2020 16:18



Il Movimento Arte del XXI Secolo nell’ottobre 2019 ha allestito una personale dedicata all’architetto Giancarlo Delmastro nel quadro della 58. Biennale d’Arte di Venezia. Poche ma raffinate le opere esposte a cura di Licinia Visconti, Art Director del Movimento, che si è fatta carico anche del Catalogo nel quale sono riprodotte tutte le dieci tele esposte nelle nobili sale di Palazzo Zenobio, insigne capolavoro dell’estremo Barocco veneziano, visitate in questa occasione, ci piace ricordarlo in onore dell’artista, da oltre duemilacinquecento persone provenienti da ogni parte del mondo. Infatti, come tutti sanno, a Venezia si parla più inglese che italiano.

Architetto, musicologo, scrittore e pittore, il romano Giancarlo Delmastro è una personalità complessa, che tende in ognuno dei campi che ne impegnano l’attività ad imporre l’originalità del proprio sentire. Si tratta della concezione di un’arte totale che lo impegna a fondo nel convincimento che non esistano nella mente dell’uomo compartimenti chiusi cui far singolarmente ricorso a seconda delle necessità, ma che, al contrario, sensibilità e cultura siano, per quanto in diversa misura, sempre presenti. Tale concezione di derivazione hegeliana aveva trovato ampia formulazione nell’insegnamento dell’ultimo e più grande storico dell’arte della scuola di Vienna, Julius Schlosser von Magnino cui Delmastro fa riferimento anche se la sua poetica è lontana da quella del grande professore austriaco, assai prossimo alla maniera di Gustav Klimt piuttosto che ad un ductus astratto. Erano gli anni in cui l’Europa si avviava al proprio suicidio, mentre l’astrazione, per quanto nata come frutto estremo della Belle Époque, sembrava proporsi come soluzione non figurativa in orrore alla tragica realtà dello sfacelo europeo. «Meglio non vedere!», esclamò affranto Alexej von Jawlensky.

L’opera pittorica di Delmastro non si limita ad ignorare la realtà effettuale, ma nel proiettarsi oltre la figurazione anela ad esprimere dei contenuti non relativi alle cose ma al pensiero e il suo pensiero indugia sulle teorie di Einstein e sulle poderose forze che animano i buchi neri del cosmo. La forza del pensiero è immane: se, come aveva sostenuto Cartesio, riesce ad immaginare il Dio di Aristotele e di San Tommaso, se il fatto di pensare postula la mia esistenza, allora posso creare le immagini di una realtà fatta di invisibili e potenti forze; e tali energie Delmastro dipinge nei dieci quadri creati nella straordinaria estate del 2019. Un’estate che ricorda quella trascorsa dal poeta austriaco Rainer Maria Rilke nel 1907. Dopo aver visitato la grande retrospettiva dedicata a Paul Cézanne nel febbraio di quell’anno, il suo animo sensibile all’arte per le numerose frequentazioni di artisti e per essere stato segretario di Auguste Rodin, si accese di un febbrile moto creativo che gli fruttò i primi capolavori della sua carriera.

 

Giancarlo Delmastro, dopo aver compiuto studi di carattere artistico e scientifico, si è laureato in architettura aprendo il proprio studio a Roma e avviando un’intensa attività di progettazione nel campo del restauro e con la ristrutturazione di diversi alberghi. Il nucleo fondamentale del lavoro di architetto si è soprattutto qualificato in senso sociale nel convincimento di dover interpretare il proprio lavoro come una forma di servizio. Un criterio largamente applicato in tutti gli interventi di pianificazione urbanistica, effettuati in varie città di tutta Italia, particolarmente in importanti città storiche quali Roma, Milano, Pesaro, Urbino e Messina oltre che in Trentino. Del resto, l’Italia è patria di pittori-architetti, quali, per citarne solo alcuni, Giotto, Raffaello e Michelangelo.

Un secondo aspetto importante dell’attività di Delmastro è legata alla sua vocazione di designer e di architetto d’interni, due impegni nei quali ha sempre saputo trovare un miracoloso equilibrio fra i risultati pratici e le suggestioni pittoriche.

Il suo profilo professionale si completa rammentando l’appassionata attività didattica svolta dalla cattedra di Scienza delle costruzioni presso l’Università di Roma e in quanto docente e Direttore incaricato nell’Istituto Superiore per le industrie artistiche di Urbino.

L’esperienza pittorica ha trovato la dovuta continuità a partire dal 2002 con un esordio caratterizzato da forme di espressionismo astratto che ha trovato il proprio culmine nella serie di tele dedicate alle Sinfonie di Beethoven, tele in dinamico equilibrio fra il figurativo e il concettuale. Per passi progressivi l’astratto ha preso il sopravvento nella lunga e strenua ricerca di temi concettuali sui quali costruire l’opera magma. E questa è giunta nel complesso delle dieci opere realizzate nell’estate 2019. Opere di straordinario equilibrio nel quale si fondono l’intensità del pensiero, la dialettica delle energie costruttive e il fascino cromatico. Tele mosse, di piena gestualità, intessute di fantastiche geometrie scandite da un moto suadente e sfuggente. Mille i particolari, come negli ultimi lavori del Kandinskij profugo a Parigi, cercano di dare corpo e giustificazione ai titoli che cercano di penetrare, come spiegazioni postume, le intuizioni che hanno guidato nel pieno sole dell’ispirazione la mente, lo spirito e la mano.

Aldo Maria Pero, Novembre 2019

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Luglio 2020 16:43
 
Franco Margari "Illuminazioni esistenzialiste" PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Giugno 2020 23:26

Nell’elaborazione del video dedicato a Franco Màrgari Licinia Visconti, Art Director del Movimento Arte del XXI Secolo, ha ripreso il titolo del catalogo, ″Illuminazioni esistenzialiste″, curato da Giampaolo Trotta, il quale ha in apertura di testo precisato il concetto così sinteticamente esposto a proposito del pittore fiorentino in questi termini: «Le astrazioni materiche disincantatamente esistenzialistiche di Franco Màrgari». Dal canto suo, il Maestro ha argutamente scritto di se stesso in ″La genesi di un quadro″: «Di fronte alla tela bianca c’è come una magica attesa. Quella del momento in cui appoggiando le mani si sente cosa essa vuole essere, come un vulcano sgorga quella materia che vuole fare mostra di sé, che si vuole fare movimento, colore e luce. Riproduco il magma mentale con materiali di varia natura: carta, tessuto, gessi, colle, su questa superficie densa di asperità, graffi e increspature incomincia il mio viaggio…Luce e materia, giorno e notte, anima e fisicità, la lotta di questi due aspetti dell’essere è il tema che mi interessa». È anche il motivo che interessa tutti gli esegeti delle sue opere, che traggono vigore e significato da questa dialettica che oppone i sentimenti alla ragione, l’individualità del soggetto operante alla pluralità dell’universo in cui è inserito, là dove rischia di perdersi.

L’opera di Màrgari si inserisce in un determinato momento dello sviluppo dell’arte figurativa del secolo scorso, secolo quant’altro mai vivido e foriero di novità anche per il coinvolgimento di diversi saperi nell’ambito delle vicende pittoriche, che, come illustrato da Klimt, si aprono all’acquisizione di elementi materici sulle non più vergini tele dell’arte assoluta e subiscono il richiamo della psicanalisi e il fascino di sentieri che conducono lungi dalla realtà immediata verso mondi che si presentano inediti e soggettivi. Il pittore comprende che dipingere un paesaggio, una figura, una cosa significa rinunciare almeno in parte alla propria creatività, al proprio io. L’unica forma veramente originale espressa sino a quel momento era stata l’autoritratto. Egon Schiele esaurirà questo versante dipingendone 170.

In questi termini, di arte ricca di particolari materici e priva di realismo banale, trova la propria collocazione l’esperienza di Màrgari, che non dipinge paesaggi ma forme cromatiche, non figure umane ma umani pensieri, non scene ma indefinite vaghezze formali.

Questo vasto patrimonio di suggestioni si articola in libere forme geometriche, in pianificazioni derivanti da stratificazioni cromatiche e nei contrasti di luminosità rifrante nelle quali trovano uno dei due fondamentali non-colori, il bianco, che esalta la spiritualità di opere che spesso si propongono come preghiere o come sofferte incertezze ed aspirazioni esistenziali, come attestano i molti quadri che delineano vari e diversi ″Orizzonti″.

Aldo Maria Pero. Giugno 2020

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2020 23:39
 
FIRENZE - CASA DI DANTE "Omaggio al divin Poeta". Video dell'inaugurazione PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Febbraio 2020 17:30

Sabato 25 gennaio 2020 il Movimento Arte del XXI Secolo ha inaugurato nelle sale della Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti ″Casa di Dante″ di Firenze la mostra ″Omaggio al divin Poeta″.

L’Art Director Licinia Visconti ha provveduto a realizzare il filmato dell’inaugurazione, presentata dal Prof. Aldo Maria Pero, che si è soffermato sulle opere esposte. In particolare ha sottolineato il significato delle collettive che si svolgono in questi anni, ben diverse da quelle organizzate nei decenni precedenti, allorché a prendere l’iniziativa erano gruppi di artisti mossi da precise ed unitarie motivazioni nel presentare al pubblico i propri lavori. Oggi sono invece i curatori a riunire manipoli di pittori e scultori che trovano nel confronto determinato dal breve spazio temporale delle varie mostre cui prendono parte la possibilità di trarre impressioni, suggerimenti ed arricchimenti tecnici e concettuali.

Se le attuali collettive posseggono valori culturali meno precisamente determinati rispetto a quelle, per esempio, degli Impressionisti o degli Espressionisti, sono tuttavia molto importanti per acquisire i titoli vantaggiosamente utilizzabili in sede di aste organizzate da operatori veramente qualificati.

Hanno compreso gli intenti del Movimento che li ha invitati in una sede prestigiosa i diciassette artisti che sono accorsi a Firenze da ogni parte d’Italia e che qui desideriamo ricordare insieme ai loro luoghi di origine. Tale citazione vuol essere anche un ringraziamento per averci onorato con la loro presenza, non in ogni caso fisica, ma spirituale sempre.

Si tratta di Aldo Basili da Torino, di Lorenza Bini da Firenze, di Milvia Bortoluzzi da Thiene, di Paola Bradamante da Bolzano, di Eleonora Brianese da Murano, di Angela Chiassai da Roma, di Bruno Gabrieli dalla Val d’Aosta, di Tiziano Illiano da La Spezia, di Silvana Mascioli da Bologna, di Marisa Mezzadra da Milano, di Denise Mingardi da Vicenza, di Edoardo Stramacchia da Brescia, di Mario Testa da Roma, di Domenica Vecchio da Licata, di Manolo Yanes dalla Spagna, di Anna Zaramella d’Este da Venezia e di Bernardino Zavagnin da Vicenza.

La nostra gratitudine va anche a Franco Margari, Giuseppe Cavallo e ad Angiolo Pergolini, che molto hanno contribuito al successo di questo evento.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Febbraio 2020 17:34
 
FIRENZE - CASA DI DANTE "Omaggio al divin Poeta" Rassegna d'arte contemporanea Allestimento PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Gennaio 2020 13:58

Licinia Visconti, Art Director del Movimento Arte del XXI Secolo, celebra con un’accurata sequenza fotografica le opere che diciassette artisti hanno esposto a Firenze, nella Casa di Dante, nell’ambito della mostra cui è stato attribuito il significativo titolo di ″Omaggio al divin Poeta″.

Sarà stato per la suggestione del luogo, muro a muro con il Museo dedicato a Dante Alighieri ed in prossimità della chiesetta di Santa Margherita dei Cerchi che accoglie le spoglie mortali della sublime Beatrice Portinari, ispiratrice in vita e guida paradisiaca del Poeta, l’inaugurazione della mostra ha conosciuto un momento di profonda ed inaudita commozione che ha coinvolto anche il relatore, il quale ha presentato tutte le opere esposte in un corale discorso sul loro significato di tributo alla grandezza del viaggiatore che si era inoltrato oltre la vita, nel triplice e divino regno dell’eternità divina.

Inaugurata sabato 25 gennaio, l’esposizione si concluderà il 6 febbraio 2020.

I visitatori avranno la possibilità di ammirare i lavori degli artisti accorsi da ogni parte d’Italia, dalla meridionale Licata alla nordica Bolzano.

Le foto di Licinia Visconti, che spesso indugiano sui loro particolari, permetteranno di penetrare il significato dei lavori esposti e le intenzioni estetiche e motivazionali degli artisti presenti, a cominciare dal torinese Aldo Basili, fotografo illustre, per proseguire con la delicata vena della quasi fiorentina Lorenza Bini, con le raffinate incisioni di una grande decana come Milvia Bortoluzzi, con le rutilanti ricerche oltre la visibile realtà della bolzanina Paola Bradamante, con il giovanile fervore della veneziana Eleonora Briatore, con le meditate raffigurazioni dello splendore muliebre tratteggiato dalla romana Angela Chiassai, con la forza espressiva dello scultore valdostano Bruno Gabrieli, con la bella sintesi di umiltà dei materiali e leggiadria del tratto proposta dallo spezzino Tiziano Illiano, con la sequenza paradisiaca di sette rappresentazioni del Paradiso realizzata con sobrietà di mezzi e straordinaria eleganza formale dalla bolognese Silvana Mascioli, con le oscure magie evocate con intensa partecipazione dalla milanese Marisa Mezzadra, con il grande albero della vita della vicentina Denise Mingardi che trova riscontro nella similare e magnifica opera conservata nella chiesa di Santa Croce, con l’originale e fantasiosa interpretazione infernale proposta dal bresciano Edoardo Stramacchia, con l’incantata e tenera storia d’amore delineata dal romano Mario Testa che ricorre al cigno di Lohengrin come simbolo degli affetti terreni, con gli intensi ed idealizzati ritratti di Dante delineati da Domenica Vecchio, con la rievocazione di una delle scene più famose della ″Divina commedia″ messa a punto con tecnica sottile ed irridente spirito degno del grande Salvador Dalí dallo spagnolo Manolo Yanes, con l’esaltazione della libertà che tra simbolo e realtà ha elaborato con una grafica di antica eleganza la veneziana Anna Zaramella d’Este e infine con le sofferte meditazioni sul destino umano del vicentino Bernardino Zavagnin.

A tutti, in attesa di presentare anche sulla scena di Venezia, il frutto del loro ingegno e la testimonianza di una singolare personalità artistica, il Movimento Arte del XXI Secolo tributa il suo alto apprezzamento.   

Ringraziamo infine per la fattiva ed amichevole collaborazione i membri del Direttivo della Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti ″Casa di Dante″ ed in particolare il Presidente, Maestro Franco Margari, Giuseppe Cavallo e Angiolo Pergolini.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Gennaio 2020 14:02
 
FIRENZE - CASA DI DANTE "Omaggio al divin Poeta" Rassegna d'arte contemporanea Inaugurazione PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Gennaio 2020 13:19

Sabato 25 gennaio 2020 il Movimento Arte del XXI Secolo, in collaborazione con la Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti ″Casa di Dante″ di Firenze, ha inaugurato la mostra ″Omaggio al divin Poeta″ che si concluderà il 6 febbraio.

La sequenza fotografica elaborata da Licinia Visconti, Art Director del Movimento, documenta l’evento cui hanno preso parte diciassette artisti provenienti da ogni parte d’Italia.

Nel ringraziare gli esponenti del Circolo per la collaborazione prestata, ricordiamo i nomi degli artisti che vi prendono parte rispettando l’ordine alfabetico: Aldo Basili, Lorenza Bini, Milvia Bortoluzzi, Paola Bradamante, Eleonora Brianese, Angela Chiassai, Bruno Gabrieli, Tiziano Illiano, Silvana Mascioli, Marisa Mezzadra, Denise Mingardi, Edoardo Stramacchia, Mario Testa, Domenica Vecchio, Manolo Yanes, Anna Zaramella d’Este e Bernardino Zavagnin.

 
FIRENZE - CASA DI DANTE "Omaggio al divin Poeta" Rassegna d'arte contemporanea 2020 PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Gennaio 2020 19:58

Il Movimento Arte del XXI Secolo presenta nelle sale della Casa di Dante diciassette artisti che vanno da una promettente giovinezza ad un comprovato valore: presente e passato proiettati verso il futuro perché, come ebbe a dire Bertolt Brecht nel corso di un lungo intervento pubblico che sono costretto a sintetizzare, lo spirito dell’arte è diverso dalla filosofia di Parmenide di Elea, che negava l’esistenza del passato e del futuro in favore del solo presente. L’arte, infatti, e qui posso citare, «contiene l’insegnamento del passato per donarlo, ricco di nuova linfa, alle generazioni che verranno».

Gli artisti, pittori e scultori, che onorano con le loro opere questa rassegna fiorentina, si inseriscono nel primo appuntamento del ciclo di mostre che abbiamo intitolato ″Arte Contemporanea e Storia″, la storia essendo fornita dalla città che li ospita, fulgida gemma del Rinascimento.

Lasciata Firenze, la mostra si trasferirà in uno storico palazzo di Venezia per prendere parte alla prima tappa del ciclo ″Arte Contemporanea e Musica″. Infatti, nella splendida Sala degli specchi di Palazzo Zenobio le bellezze estetiche si uniranno allo splendore dei suoni del Concerto di apertura tenuto dal Duo Guarneri, formato da due musicisti di fama internazionale: il violoncellista Giorgio Fiori e il violinista Enzo Ligresti.

Secondo il curatore, Prof. Aldo Maria Pero, qualsiasi paragone diretto fra arti figurative e musica è ozioso, ma è vero che queste due espressioni dello spirito sono fra loro intimamente legate dal fatto di essere le uniche universali. Per essere intese non chiedono infatti né cultura né conoscenze linguistiche, ma solo occhi, orecchie e, se vogliamo, cuore.

Mostra Firenze Omaggio al divin Poeta 2020

 

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Gennaio 2020 20:06
 
MANTOVA - Galleria Arianna Sartori "Il trionfo del colore" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:32

Il Movimento Arte del XXI Secolo presenta le opere dei partecipanti alla mostra ″Il trionfo del colore″ allestita nella Galleria Arianna Sartori di Mantova.

Per merito degli artisti, dell’allestimento di Arianna Sartori, delle foto e delle riprese video di Licinia Visconti il nostro addio al 2019 è risultato particolarmente brillante. Sono state infatti esaltate nella giusta luce tanto le quattordici opere della personale di Silvio Franzini quanto la presenza delle sculture di Bruno Gabrieli e le suadenti, ma talora anche inquietanti, immagini proposte da Franca Bandera e da Angelo Conte, mentre su un livello di quieta ed immaginifica suggestione si è dipanato il discorso offerto dalle tele di Alberto Besson, di Milvia Bortoluzzi, di Eleonora Brianese e di Gianguido Pastorello.

Silvio Franzini ha svolto un’ardua tesi sul colore in quanto insieme materia ed idea, Bruno Gabrieli si è impegnato a mostrare come si possa incidere la pietra senza violarne l’anima, Franca Bandera ha proposto un saggio di sociologia comparata, Angelo Conte ha violato la frontiera dell’inconscio svolgendo un argomento di psicologia archetipica, Alberto Besson ha voluto mostrare il lato geometrico e costruttivo dell’astrattismo, Milvia Bortoluzzi ha annullato il tempo per esaltare lo spazio del divino, Eleonora Brianese ha dipinto con spirito di grazia e Gianguido Pastorello ha svolto una lezione su come trasformare le suggestioni poetiche in serene figurazioni pittoriche.

Nella sua presentazione il Prof. Aldo Maria Pero ha cercato di illustrare i meriti culturali degli otto artisti che hanno preso parte all’esposizione nel quadro della bellezza antica di Mantova.

Galleria Arianna Sartori

Via Ippolito Nievo 10

Mantova

Allestimento di Arianna Sartori, titolare della Galleria

Foto e video di Licinia Visconti, Art Director del Movimento Arte del XXI Secolo

Presentazione del Prof. Aldo Maria Pero

Conclusione della mostra il 23 dicembre 2019

Orario: Da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 15.30-19.30 / Domenica e festivi 15.00-19.00

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:37
 
MANTOVA - Galleria Arianna Sartori "Il trionfo del colore" Personale di Silvio Franzini PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:24

Nella mantovana Galleria Arianna Sartori sabato 7 dicembre 2019, allestita dalla titolare, filmata da Licinia Visconti e presentata da Aldo Maria Pero, il Movimento Arte del XXI Secolo ha acceso le luci sulla Personale ″Il trionfo del colore″ di Silvio Franzini, un pittore i cui quadri conquistano immediatamente la scena.Nell’esercizio tecnico dell’artista parmense il trionfo del colore ha un significato molto particolare nel senso che le sue tele non si segnalano per le esplosioni cromatiche che il titolo indurrebbe a supporre, ma per un particolare, raffinato e meditato, impiego del versante coloristico nelle sue meditazioni figurative. Infatti il colore, steso con intensità e brillantezza, finisce per essere non un mezzo ma un primo fine delle sue opere, mentre il secondo va ricercato nelle figurate idee che talora emergono e talaltra vi scompaiono per rimandare a significati di una comunicazione complessa e molteplice tra il creatore, le sue creature e coloro che le studiano. In realtà sembra che Franzini sia il demiurgo che svolge la propria attività fra lavori solo apparentemente terminati ma volti a fasi successive di completamento, come se la dialettica del pensiero si sviluppi con moto incessante tanto che molte delle tele presentare possono essere considerate l’ideale completamento di altre in un moto progressivo che muove da soluzioni espressionistiche e si completa nel profondo della pura astrazione.

Galleria Arianna Sartori

Via Ippolito Nievo 10

Mantova

La Manifestazione si concluderà il 23 dicembre

Orario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 15.30-19.30 / Domenica e festivi 15.00-19.00

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:31
 
MANTOVA - Galleria Arianna Sartori "Il trionfo del colore" Inaugurazione PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:10

Il Movimento Arte del XXI Secolo presenta a Mantova con una personale e una collettiva otto artisti, uno scultore e sette pittori.

Il video dell’inaugurazione è stato realizzato il 7 dicembre nella sala grande della Galleria Sartori dall’Art Director del Movimento, Licinia Visconti.

Classico lo svolgimento: Arianna Sartori, titolare dell’omonima Galleria, ha presentato con molto garbo gli artisti e il curatore, Prof. Aldo Maria Pero, che a sua volta ha illustrato le singole personalità, a partire dai presenti –Silvio Franzini, protagonista della personale; e i due pittori locali, Franca Bandera e Gianguido Pastorello- per poi soffermarsi sugli assenti, ossia lo scultore aostano Bruno Gabrieli e via via Alberto Besson, Milvia Bortoluzzi, Eleonora Brianese, Angelo Conte.

L’accurato allestimento ha consentito di esporre nel modo più opportuno le opere di tutti i partecipanti, che nell’insieme sono risultati un gruppo molto ben assortito e dotato di notevoli qualità artistiche.

Allestimento: Arianna Sartori

Video: Licinia Visconti

Presentazione: Aldo Maria Pero

La mostra si concluderà il 23 dicembre

Orario: Da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 15.30-19.30 – Domenica e festivi 15.00-19.00

Galleria Arianna Sartori

Via Ippolito Nievo 10

Mantova

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:22
 
MANTOVA - Galleria Sartori "Il trionfio del colore" Inaugurazione - slideshow PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Dicembre 2019 22:52

Sabato 7 dicembre il Movimento Arte del XXI Secolo ha inaugurato l’ultima mostra del suo intenso 2019 a Mantova, nella Galleria diretta da Arianna Sartori. Una chiusura d’anno degna di nota per la garbata e cordiale efficienza della gallerista e per lo splendore di questa città storica.

Un ruolo altrettanto importante hanno avuto gli artisti che hanno voluto prendervi parte e che sono stati rimeritati per la fiducia che ci hanno accordato dalla studiata gradevolezza dell’allestimento curato nei minimi particolari e dall’interesse dimostrato dai visitatori intervenuti al vernissage. 

La manifestazione è stata introdotta dalla Signora Sartori ed illustrata dal Prof. Aldo Maria Pero, mentre alla nostra Art Director, Licinia Visconti, si deve il video della presentazione e dell’allestimento, orchestrato in modo da fornire una documentazione completa, nell’insieme e nei dettagli, delle opere esposte.

La personale del parmense Silvio Franzini contava quattordici tele realizzate in tempi diversi e tali da documentare l’evoluzione dei criteri di pensiero e di stile che hanno informato l’ultimo decennio di una produzione rarefatta ma densa di contenuti e di variazioni sui temi fondanti della sua milizia artistica.

La mantovana Franca Bandera ha regalato all’attenzione dei presenti quattro lavori di singolare originalità per aver illustrato le ragioni della sua presa di coscienza della realtà spirituale del nostro tempo in tele dai due volti, uno del tutto evidente e l’altro, nel quale ha racchiuso i motivi segreti, costituito da una sorta di piccolo pannello posto al fondo della tela.

Alberto Besson, purtroppo presente con una sola opera, ha dato modo di apprezzare l’astrazione dal punto di vista della logica sottraendosi nel suo operato dalla banalità del fattore puramente emozionale. Una tela astratta, ci ha sostanzialmente detto, non è una semplice fuga dagli aspetti visuali e fisicamente apprezzabili, ma la costruzione di una contro-realtà vincolata a precisi canoni geometrici ed espressivi da leggere con l’intelletto e non con le ragioni del sentimento.

Milvia Bortoluzzi, una pittrice che è sempre riuscita a fondere insieme professionalità e quelle che Manzoni ebbe a definire, nella dedica alla moglie dell’Adelchi, le «afflizioni coniugali», si è fatta rappresentare a Mantova da due olî, altrettante meditazioni sui misteri delle cose che, come dice Amleto nell’omonima tragedia di Shakespeare, corrono fra la terra e il cielo. Elementi che si possono solo intuire e non veramente conoscere, così come a noi è concesso solo di immaginare il senso degli immemoriali silenzi raffigurati dall’artista di Thiene.

Risultano al contrario, con una sola eccezione, di aperta lettura i quattro lavori esposti in mostra dalla giovane veneziana Eleonora Brianese. L’eccezione è costituita da un doppio quadro, due superfici dipinte e disposte l’una sull’altra, caratterizzate non solo da motivi puramente decorativi, ma da aggraziati nastri che le avvolgono, quasi a dire che un’opera d’arte è nel suo fondamento un dono offerto dal suo creatore agli altri.

Angelo Conte è il protagonista di una forma pittorica ricca di simboli e di allusioni che trovano una collocazione in particolari ambiti della psicanalisi, non tanto in termini di analisi freudiana, quanto piuttosto nelle elaborazioni di psicologia delle masse dovuta a Carl Gustav Jung. Infatti i suoi sogni metafisici sembrano essere archetipi di antiche e comuni credenze, così come le onnipresenti scimmie stanno a ricordare la falsità e l’ambiguità della vita. Colori cupi dall’inaudita violenza di stesura rafforzano l’impressione di un mondo afflitto da colpe non riscattabili.

Un solo scultore in mostra, ma di alta levatura: l’aostano Bruno Gabrieli. Se fosse corretto indulgere a paralleli fra le arti figurative e la musica, ci troveremmo di fronte ad un caso probabilmente unico, ovvero la possibilità di mettere a confronto il ritmo vitale delle opere di Bruno Gabrieli con quello espresso secoli prima dal sommo compositore veneziano Giovanni Gabrieli. Lo stesso cognome per due grandi artisti, cui si potrebbe aggiungere Andrea Gabrieli, anche lui musicista e zio del precedente. In verità il confronto non è del tutto peregrino poiché le sculture in pietra e in legno di Bruno posseggono per loro intima natura uno straordinario intimo moto.

Gianguido Pastorello, mantovano come Franca Bandera, trova ispirazione per la sua produzione nel mondo della mitologia greca, l’universo delle leopardiane «favole antiche». Infatti le sue tele, leggiadre per eleganza di cromie e di figurazioni, si riferiscono alle pagine di Esiodo, il primo mitografo dell’Ellade dopo l’eroica età omerica degli aedi che rappresentavano la memoria vivente di vicende sepolte nelle pagine della storia. 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Dicembre 2019 17:40
 
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